Nel mercato del lavoro italiano le persone con disabilità restano una quota rilevante tra chi non ha un impiego, e valorizzarne capacità e potenzialità potrebbe dare un contributo anche alla crescita economica del Paese. È la tesi sostenuta dalla ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, intervenuta a Tgcom24 per parlare di inclusione lavorativa.

Secondo i dati citati dalla ministra, in questa legislatura la percentuale legata alla disoccupazione è diminuita, ma all'interno del 5% di persone senza lavoro la quota di persone con disabilità arriva al 17%. Di queste, circa il 70% ha disabilità intellettive, relazionali o cognitive. «Quando io parlo di investire sui talenti, sulle capacità, sulle potenzialità delle persone intendo dire che si può fare di più dal punto di vista delle istituzioni, degli enti del terzo settore — che già fanno tantissimo — e anche dal punto di vista del mondo privato», ha spiegato Locatelli.

La ministra ha sottolineato che molte di queste persone possiedono «delle grandi potenzialità sulle quali possiamo investire». L'obiettivo indicato è un cambio di prospettiva: passare dall'assistenzialismo alla valorizzazione delle persone. Un passaggio che, secondo Locatelli, può avere ricadute positive non solo sul piano sociale ma anche su quello economico, contribuendo a far crescere il sistema produttivo italiano.

Il ragionamento della titolare del dicastero per le Disabilità si articola su tre fronti. Il primo riguarda le istituzioni, chiamate a fare di più sul piano delle politiche attive e degli strumenti di inserimento. Il secondo riguarda gli enti del terzo settore, che secondo la ministra già svolgono un lavoro importante e capillare sul territorio. Il terzo è il mondo privato, cioè le imprese, che possono offrire opportunità di lavoro e percorsi di inclusione.

Il tema dell'occupazione delle persone con disabilità si intreccia con quello più ampio della partecipazione al mercato del lavoro e della qualità dei percorsi di inserimento. I numeri citati dalla ministra indicano che la presenza di disabilità tra chi cerca un impiego è significativa e che le difficoltà maggiori riguardano le disabilità intellettive, relazionali e cognitive, per le quali i percorsi di accesso al lavoro risultano spesso più complessi.

La questione riguarda anche la capacità del sistema economico di utilizzare competenze che rischiano di restare inutilizzate. Investire sui talenti delle persone con disabilità, ha osservato Locatelli, significa riconoscere che esistono capacità non valorizzate e che il loro impiego può produrre benefici per l'intera collettività. In questa cornice, il superamento di una logica puramente assistenziale viene presentato come una condizione per rendere più efficace l'inclusione lavorativa.

L'intervista a Tgcom24 si inserisce nel dibattito sulle politiche per le persone con disabilità e sul ruolo dei diversi attori coinvolti. La ministra ha indicato la necessità di un impegno congiunto tra soggetti pubblici, terzo settore e imprese private, senza indicare nel dettaglio nuovi provvedimenti o misure specifiche. Il punto centrale del suo intervento resta la relazione tra inclusione lavorativa e crescita economica del Paese.

Secondo Locatelli, la strada da seguire è quella della valorizzazione delle persone, delle loro capacità e delle loro potenzialità. Un percorso che, nelle sue parole, può far crescere anche economicamente l'Italia, trasformando un problema occupazionale in un'opportunità di sviluppo per il sistema produttivo e per la società nel suo complesso.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.