Christa Pike, la donna statunitense di 50 anni condannata a morte in Tennessee, è sopravvissuta a un'esecuzione capitale fallita ed è ora ricoverata in ospedale, incatenata al letto, cosciente e in grado di parlare, seppur con difficoltà. Lo ha riferito il suo avvocato, Luke Ihnen, durante un'udienza in tribunale. Pike aveva ricevuto due dosi, presumibilmente letali, del farmaco pentobarbital in un carcere del Tennessee mercoledì scorso. Dopo le iniezioni è stata trasportata d'urgenza in ospedale, dove inizialmente versava in condizioni critiche, priva di sensi e attaccata a un respiratore.
Secondo quanto dichiarato dall'avvocato Ihnen, Pike «ha ripreso conoscenza ieri e parla a fatica». La donna è incatenata al letto d'ospedale e il personale medico ha chiesto la rimozione delle manette, ma la richiesta è stata respinta dalle autorità carcerarie. Un anestesista, Joel Zivot, ingaggiato dai legali di Pike come perito in vista dell'esecuzione, ha riferito alla Bbc che la donna è stata staccata dal respiratore. «Non ha alcun ricordo, credo, del tentativo di esecuzione», ha affermato Zivot, aggiungendo che Pike conosce il proprio nome e pensa che sia settembre. La sua prognosi rimane incerta e i suoi avvocati prevedono «come minimo, una lunga convalescenza».
I legali di Pike hanno chiesto al governatore del Tennessee, Bill Lee, di commutare la condanna a morte in ergastolo. Nel frattempo, il tribunale ha ordinato ai funzionari penitenziari statali di conservare tutte le prove relative all'esecuzione fallita, inclusi materiali medici, rifiuti e registrazioni audio e video. La vicenda ha riacceso il dibattito sulla pena capitale negli Stati Uniti. Lee ha sospeso le esecuzioni in Tennessee in attesa di un'indagine indipendente e il direttore del sistema carcerario statale si è dimesso. Il dipartimento penitenziario del Tennessee ha sostenuto di aver seguito il protocollo stabilito.
Christa Pike era stata condannata a morte per un omicidio commesso quando era adolescente, a 18 anni. La sua esecuzione, avvenuta mercoledì scorso, è stata la prima nel Tennessee dopo la sospensione disposta dal governatore. La donna è stata dichiarata morta clinicamente dopo le iniezioni, ma è sopravvissuta, un evento rarissimo nella storia della pena capitale statunitense. Ora la sua condizione resta critica ma stabile, e i suoi legali continuano a battersi per evitare una nuova esecuzione.
La richiesta di commutazione della pena si basa anche sulle condizioni di salute di Pike e sulle circostanze dell'esecuzione fallita. Il caso ha sollevato interrogativi sulle procedure adottate dal sistema penitenziario del Tennessee e sulla trasparenza delle esecuzioni capitali. L'indagine indipendente ordinata dal governatore Lee dovrà fare luce su quanto accaduto e sulle responsabilità. La sospensione delle esecuzioni resterà in vigore fino alla conclusione dell'inchiesta.
5
