Le forze di sicurezza israeliane hanno condotto un’ampia serie di blitz in almeno quindici località della Cisgiordania, con l’arresto di decine di palestinesi. L’operazione è stata avviata dopo un attacco a Hebron che ha causato la morte di due soldati israeliani, oltre che dei due aggressori.

Secondo le ricostruzioni diffuse dall’esercito israeliano, l’azione è stata presentata come un’operazione antiterrorismo. Le fonti riportano che l’attacco di ieri ha provocato la perdita di due militari, mentre gli assalitori sono rimasti uccisi. Le forze israeliane hanno quindi esteso le operazioni di controllo ad area vasta, con perquisizioni e fermi in diversi centri della Cisgiordania.

La missione segue la decisione del primo ministro Benjamin Netanyahu di imporre un blocco totale, una misura che incide sulla circolazione e sulla vita quotidiana in una parte del territorio. Il provvedimento e l’ondata di arresti si inseriscono in una situazione di forte tensione nei territori palestinesi occupati, dove episodi di violenza armata si susseguono da mesi.

Al momento le informazioni disponibili non consentono di stabilire con precisione l’identità dei fermati né il bilancio complessivo delle operazioni. Le fonti non riportano ulteriori dettagli verificati su eventuali feriti tra i civili o sulle accuse formalmente mosse ai detenuti. Il quadro resta in evoluzione, e nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori aggiornamenti da parte delle autorità israeliane e palestinesi.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.