La procura federale tedesca ha identificato due sospettati con legami con la Russia per il tentato attacco con droni contro l'aeroporto di Lipsia-Halle, episodio che Berlino attribuisce a Mosca nell'ambito della cosiddetta guerra ibrida. Secondo quanto ricostruito dai media tedeschi, uno dei due presunti autori sarebbe entrato nell'area Schengen con un visto turistico italiano, rilasciato dall'ambasciata italiana a Minsk alla fine di aprile. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha annunciato che il governo farà tutti gli accertamenti necessari sulla vicenda.
L'attacco, sventato dalle autorità tedesche, aveva come obiettivo aerei cargo in sosta nello scalo di Lipsia-Halle, uno dei principali hub logistici della Germania orientale. Le indagini hanno portato all'identificazione di due persone che, secondo gli inquirenti, avrebbero agito su mandato di servizi legati a Mosca. Il caso ha assunto una dimensione diplomatica immediata: la Russia ha convocato l'incaricato d'affari tedesco a Mosca, mentre il Cremlino ha definito le accuse tedesche «infondate e provocatorie».
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenuta in una conferenza stampa congiunta con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha dichiarato che l'Unione europea non tollererà attacchi di questo tipo sul proprio territorio e che l'Europa e l'Alleanza atlantica sono pronte a proteggersi. Le sue parole arrivano in un momento di crescente tensione tra Bruxelles e Mosca, con episodi di sabotaggio e interferenza attribuiti a cellule legate al Cremlino in diversi Paesi membri.
La questione del visto italiano aggiunge un elemento delicato per Roma. Secondo le ricostruzioni dei giornali tedeschi, il documento sarebbe stato rilasciato dall'ambasciata italiana a Minsk, in Bielorussia, alla fine di aprile. Non è chiaro se il sospettato sia effettivamente transitato dal territorio italiano prima di raggiungere la Germania: alcune fonti citate dalla stampa escludono che l'uomo sia passato dall'Italia. Tajani ha comunque assicurato che la Farnesina avvierà verifiche approfondite per ricostruire l'iter di rilascio del visto e l'eventuale percorso del sospettato.
L'episodio di Lipsia si inserisce in un quadro più ampio di azioni ibride che i servizi di intelligence occidentali attribuiscono alla Russia, tra cui sabotaggi a infrastrutture critiche, tentativi di interferenza nei processi democratici e operazioni di spionaggio. La Germania, in particolare, si è detta più volte allarmata per la recrudescenza di queste attività sul proprio territorio. Il caso dei droni su Lipsia rappresenta uno degli episodi più gravi degli ultimi mesi, per il bersaglio scelto e per il modus operandi adottato.
Le autorità tedesche non hanno fornito dettagli sulle modalità con cui l'attacco sarebbe stato pianificato né sul ruolo specifico dei due sospettati. Le indagini restano coperte dal segreto istruttorio, mentre la diplomazia europea cerca di coordinare una risposta comune. La vicenda del visto italiano, intanto, solleva interrogativi sulla capacità dei Paesi dell'area Schengen di controllare i flussi di ingresso di persone potenzialmente legate a operazioni di intelligence straniere.
