Un'offensiva di droni ucraini ha costretto gli aeroporti di Mosca a rimanere chiusi per diverse ore proprio mentre il presidente russo Vladimir Putin rientrava nella capitale dal vertice in Turkmenistan. Lo riporta il New York Times, secondo cui l'aereo presidenziale sarebbe stato costretto a cambiare rotta, con il «Cremlino volante» che avrebbe potuto essere dirottato verso San Pietroburgo. L'episodio, avvenuto venerdì sera, ha provocato il caos negli scali della capitale russa e ha rappresentato una minaccia diretta al capo dello Stato russo.
Secondo la ricostruzione del quotidiano americano, la raffica di droni ha bloccato per diverse ore i quattro aeroporti di Mosca — Vnukovo, Domodedovo, Sheremetyevo e Zhukovsky — nel momento in cui il volo con a bordo Putin e i suoi collaboratori stava per atterrare. Il presidente russo stava rientrando da un vertice in Turkmenistan. Fonti citate dal New York Times riferiscono che l'aereo presidenziale sarebbe stato costretto a deviare verso San Pietroburgo, mentre il Cremlino non ha confermato ufficialmente né la deviazione né i dettagli dell'attacco.
La chiusura degli scali ha avuto ripercussioni immediate sul traffico aereo della capitale, con voli in ritardo, cancellazioni e dirottamenti. L'attacco ucraino, se confermato, rappresenta uno degli episodi più significativi dall'inizio del conflitto per la sua capacità di colpire il cuore logistico e simbolico della Russia nel momento in cui il suo massimo leader era in volo. Mosca ha risposto con un massiccio attacco contro edifici residenziali a Zaporizhzhia, nel sud-est dell'Ucraina, che secondo le autorità locali ha ucciso almeno 17 persone. Le operazioni di soccorso sono proseguite per ore tra le macerie.
L'episodio si inserisce in una fase di intensificazione degli attacchi reciproci tra Kiev e Mosca, con l'Ucraina che ha potenziato l'uso di droni a lungo raggio per colpire obiettivi in territorio russo e la Russia che continua a martellare le città ucraine. La chiusura degli aeroporti moscoviti ha un impatto diretto anche sui collegamenti civili, con ricadute sui passeggeri e sulle compagnie aeree. Non è la prima volta che gli scali della capitale vengono temporaneamente chiusi per allarme droni, ma l'episodio di venerdì assume un rilievo particolare per la coincidenza con il rientro del presidente.
Sul fronte diplomatico, la vicenda si intreccia con le recenti dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che ha auspicato un cambio ai vertici dell'Ucraina, guidata da Volodymyr Zelensky. «È arrivato il momento che abbia un nuovo presidente», ha detto Trump ai cronisti, aggiungendo che Zelensky «non fa mai accordi» e «vuole creare problemi». Le parole di Trump hanno raccolto il plauso immediato di Mosca: Kirill Dmitriev, inviato di Putin per la cooperazione economica, ha scritto su X che «il presidente Trump si unisce ai molti che credono che l'Ucraina abbia bisogno di una leadership realmente focalizzata sulla pace, non sull'avventurismo bellico di Zelensky», definendo la dichiarazione «iconica e storica».
La critica di Trump a Zelensky ha suscitato reazioni opposte a Kiev, dove i media ucraini hanno parlato di un'esortazione cinica a eleggere un nuovo presidente. Sul fronte interno americano, i Democratici hanno promesso battaglia contro la decisione di Trump di sospendere le sanzioni alla Russia sul diesel. «Il Congresso ha vietato le importazioni di energia russa nel 2022. Il Presidente non può semplicemente ignorare quella legge per acquistare diesel da Putin», ha avvertito la senatrice Jeanne Shaheen, membro della commissione Esteri, sottolineando che l'amministrazione sembra aver aggirato sia l'obbligo di consultazione del Congresso sia il processo formale di revisione.
Mentre sul terreno proseguono gli attacchi e le vittime civili aumentano, l'episodio degli aeroporti di Mosca evidenzia come il conflitto possa ormai raggiungere direttamente i centri decisionali russi e i loro massimi vertici. La coincidenza tra l'attacco, il rientro di Putin e la chiusura degli scali resta al centro delle analisi internazionali, in attesa di conferme ufficiali da parte delle autorità russe e ucraine.
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