Negli Stati Uniti il fentanyl è diventato uno dei principali responsabili della crisi delle overdose. Secondo le stime provvisorie dei Centers for Disease Control and Prevention, l'autorità sanitaria federale, nel 2025 si sono registrati circa 69.973 decessi per overdose da droghe, di cui circa 38.084 hanno coinvolto oppioidi sintetici, categoria che comprende il fentanyl. I dati non indicano che tutte queste morti siano attribuibili al solo fentanyl, ma mostrano quanto questa sostanza pesi sulla mortalità per overdose.

Il fentanyl è un oppioide sintetico molto potente. Usato legalmente in medicina per trattare dolori intensi e in alcune procedure anestesiologiche, sotto stretto controllo sanitario, diventa pericoloso quando viene prodotto clandestinamente e venduto nel mercato illegale. Secondo quanto riportato, è circa 50 volte più potente dell'eroina e 100 volte più potente della morfina. Può provocare grave depressione respiratoria, perdita di coscienza, coma e morte. Il rischio cresce quando la sostanza viene mescolata ad altre droghe o inserita in pillole contraffatte, perché chi la assume può non sapere di esporsi a un oppioide così potente.

Accanto alle overdose, la crisi americana ha fatto emergere un'altra conseguenza grave. Alcune persone presentano lesioni cutanee e dei tessuti molli profonde, ulcere che non guariscono e infezioni, in casi estremi con necrosi e amputazioni. Queste lesioni sono state associate soprattutto alla xilazina, un sedativo veterinario talvolta mescolato al fentanyl illegale, più che al fentanyl da solo.

Le autorità americane hanno documentato il coinvolgimento di importanti cartelli messicani, tra cui il cartello di Sinaloa e il Jalisco New Generation, nella produzione e nel traffico di fentanyl illegale. Le responsabilità riguardano le organizzazioni criminali e i loro complici, non il popolo messicano, che subisce a sua volta la violenza dei cartelli. Non è possibile attribuire con precisione all'oppioide sintetico tutti i profitti del narcotraffico internazionale, ma il suo traffico costituisce una fonte di finanziamento per reti criminali che operano anche attraverso corruzione e riciclaggio.

Il quadro descritto dal testo è quello di una crisi sanitaria e criminale che attraversa i confini. Il calo dei decessi rispetto agli anni peggiori della crisi viene indicato come un segnale di come prevenzione, cure e interventi sanitari possano incidere, ma il numero di quasi settantamila morti in un solo anno resta, secondo la fonte, una tragedia nazionale. Il testo invita anche l'Europa a non attendere di contare i propri morti, sollecitando una risposta preventiva contro il mercato delle sostanze sintetiche.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.