I servizi di sicurezza russi, l'Fsb, hanno ricevuto informazioni dalla parte americana su un possibile attacco terroristico in preparazione a Mosca e hanno avviato le misure previste dal caso. La notizia, diffusa dall'agenzia ufficiale Ria Novosti, è stata confermata dallo stesso Fsb, che ha precisato che le informazioni sono arrivate attraverso i canali di collaborazione tra partner. Secondo quanto riportato dall'agenzia Adnkronos, il servizio ha reso noto di aver ricevuto l'allerta dagli Stati Uniti e che le azioni appropriate sono in corso.

Poco prima della comunicazione russa, l'ambasciata statunitense a Mosca aveva diffuso un avviso di sicurezza, nel quale riferiva di essere venuta a conoscenza di una minaccia al complesso museale di Tsaritsyno per la giornata di sabato. La sede diplomatica raccomandava ai cittadini americani di evitare di visitare il complesso, di tenersi lontani dall'area, di mantenere alta la guardia, di evitare i luoghi affollati e di tenere il telefono cellulare carico per ogni eventualità. L'indicazione riguardava dunque sia la visita al sito sia la presenza in generale in aree molto frequentate della capitale.

Dopo l'allerta, l'accesso al parco di Tsaritsyno è stato interdetto. Lo hanno riferito all'agenzia Ria Novosti fonti delle forze dell'ordine, precisando che il complesso museale è al momento chiuso in via temporanea e che l'ingresso all'area non è consentito. Il sito si trova in uno dei parchi più visitati di Mosca, nella parte meridionale della capitale russa. Nato come residenza imperiale voluta dall'imperatrice Caterina II nel XVIII secolo, è oggi un museo-riserva statale. Il complesso è celebre per il suo insieme di palazzi in stile neogotico russo e comprende laghi, boschi, giardini e serre storiche aperti al pubblico.

L'avviso americano richiama un precedente preciso. Anche prima dell'attacco al Crocus City Hall, nel marzo 2024, l'ambasciata statunitense aveva diramato un allarme analogo, segnalando che alcuni estremisti pianificavano un attacco contro grandi assembramenti pubblici a Mosca, concerti inclusi. Ai cittadini americani era stato allora suggerito di evitare i luoghi affollati, di seguire i media locali per eventuali aggiornamenti e di mantenere alta la guardia. Il Cremlino reagì con disprezzo: tre giorni prima dell'attentato, in cui morirono quasi 150 persone, il presidente Vladimir Putin aveva bollato gli avvertimenti americani come un tentativo di destabilizzare la situazione.

Il confronto con quel caso mostra la differenza di approccio nei due episodi. Questa volta le autorità russe hanno pubblicamente riconosciuto la ricezione dell'informazione e hanno dichiarato di aver attivato le procedure previste, senza commenti polemici sull'origine dell'allerta. Restano invece non chiariti i dettagli della minaccia, a partire dalla natura dell'eventuale attacco e dall'identità di eventuali responsabili, sui quali né le autorità russe né la sede diplomatica americana hanno fornito ulteriori elementi nei comunicati diffusi finora.

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Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.