La guerra ibrida dell'Iran arriva in Europa. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Telegraph, un gruppo di hacker legato al regime di Teheran è riuscito a bloccare per quattro giorni una centrale elettrica nel Regno Unito. L'attacco informatico, definito senza precedenti, avrebbe avuto luogo il mese scorso e rappresenta uno dei primi episodi di questo tipo resi pubblici sul suolo europeo.
Il governo inglese ha dichiarato che in nessun momento vi è stato un rischio per il sistema energetico del Paese. Il Dipartimento per la Sicurezza Energetica e le Emissioni Zero ha tuttavia contattato le compagnie elettriche per informarle del rischio di attacchi informatici. Per motivi di sicurezza, né il governo né il National Cyber Security Centre, l'ente che si occupa della protezione delle infrastrutture critiche, hanno fornito le date esatte relative ai quattro giorni di blocco.
La rete elettrica del Regno Unito dispone di numerosi piccoli generatori a gas che forniscono energia a breve termine quando necessario, un elemento che avrebbe contribuito a limitare le conseguenze dell'attacco. L'episodio riporta comunque in luce il tema della sicurezza informatica delle infrastrutture essenziali, un settore considerato sempre più vulnerabile.
Le operazioni attribuite all'Iran non si fermano al Regno Unito. Secondo le informazioni raccolte dal Telegraph, attacchi simili hanno preso di mira i sistemi idrici e i servizi essenziali di almeno sette Stati americani. Il quadro descritto è quello di una campagna coordinata che unisce criminali informatici privati e militari, organizzati in gruppi sempre più aggressivi.
Il gruppo più attivo sarebbe riuscito a rubare i dati di oltre duemila funzionari e marines statunitensi e a violare l'email personale del direttore dell'Fbi. Questi episodi confermano come l'Iran sia da tempo considerato una potenza informatica di rilievo, capace di colpire obiettivi sensibili molto lontano dal Medioriente.
Finora, nonostante le attese del mondo occidentale della sicurezza informatica, si era registrata poca attività nel campo della pirateria informatica riconducibile allo Stato iraniano. Il conflitto con gli Stati Uniti di quest'anno aveva fatto prevedere un aumento degli attacchi, ma solo ora emergono i primi segnali concreti di una strategia più ampia.
L'attacco alla centrale elettrica britannica rappresenta un campanello d'allarme per i governi europei, chiamati a rafforzare la protezione delle proprie infrastrutture critiche. La vicenda, riportata dal Telegraph, getta luce su una delle operazioni segrete della guerra che l'Iran sta combattendo nell'ombra, con strumenti che non richiedono l'uso di armi convenzionali ma che possono paralizzare servizi essenziali per interi giorni.
