Un cittadino pakistano è morto e altre 11 persone sono rimaste ferite nell'attacco sferrato domenica contro l'aeroporto internazionale di Riad, rivendicato dagli Houthi dello Yemen. Il movimento filoiraniano ha dichiarato di aver condotto quattro «importanti operazioni» contro aeroporti e infrastrutture energetiche saudite, utilizzando missili balistici, missili da crociera e droni. L'attacco allo scalo della capitale saudita era stato preceduto da un raid nella giornata di sabato, che secondo la rivendicazione degli insorti aveva causato 13 morti e 309 feriti.
Oltre all'aeroporto di Riad, gli Houthi hanno rivendicato operazioni contro due siti del colosso energetico Aramco: l'impianto di gas di Shugadam e una raffineria a Tanajib, entrambi situati nell'Arabia Saudita orientale. La quarta operazione ha preso di mira l'aeroporto internazionale di Dammam. La coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita a sostegno del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale ha accusato i combattenti Houthi di aver sferrato l'attacco contro l'aeroporto internazionale King Khalid di Riad, promettendo di rispondere «con fermezza». Un missile da crociera è stato intercettato mentre era diretto verso lo scalo, mentre un secondo attacco in giornata ha colpito un terminal provocando un incendio.
Il portavoce del movimento filoiraniano, Yahya Saree, ha spiegato che gli aeroporti sauditi «rappresentano potenziali obiettivi e potrebbero trasformarsi in teatri operativi per le forze yemenite, a eccezione di quelli della Mecca e di Medina». Da qui l'appello rivolto a tutti affinché tengano nella massima considerazione gli avvertimenti. «La responsabilità di qualsiasi mancata intercettazione ricadrà sull'Arabia Saudita», ha aggiunto. Il ministero degli Esteri degli insorti, in una nota riportata da al Masirah, ha avvertito che «se l'Arabia Saudita non porrà fine alla sua aggressione e alle sue interferenze in Yemen, ciò che verrà dopo sarà ancora più grave».
Nelle stesse ore, un attacco missilistico ha colpito il distretto di al-Dhahir nel governatorato yemenita di Saada, controllato dagli Houthi. Lo riferiscono i media legati agli insorti filoiraniani. Sul fronte diplomatico, sono arrivate la ferma condanna degli attacchi da parte degli Stati Uniti e dell'Italia, che ha invitato a non recarsi in Arabia Saudita. La coalizione a guida saudita ha annunciato di aver intercettato e distrutto un missile lanciato dagli Houthi verso il Sud dell'Arabia.
L'escalation preoccupa tanto l'Arabia Saudita quanto l'Europa e gli Stati Uniti, con Washington che si è detta pronta a intervenire. Il gruppo guidato dal clan Houthi, noto anche con il nome ufficiale di Ansarullah, ha minacciato: «State lontani dagli aeroporti sauditi». La situazione resta in evoluzione mentre la coalizione militare promette una risposta ferma agli attacchi contro il territorio saudita.
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