Il Cremlino ritiene che il conflitto in Ucraina si stia avviando verso una conclusione e si dice pronto a riprendere i colloqui trilaterali con Stati Uniti e Ucraina. Lo ha dichiarato il consigliere del presidente russo Yuri Ushakov al termine dell'incontro di circa tre ore tra Vladimir Putin e l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, svoltosi al Palazzo di Costantino a San Pietroburgo. «Non so quanto siamo vicini, ma le cose stanno andando in quella direzione», ha detto Ushakov, rispondendo a una domanda sulle prospettive di porre fine alla guerra.
Secondo quanto riferito dal consigliere del Cremlino, i negoziati potrebbero tenersi a metà novembre e avrebbero come tema principale il rafforzamento della sicurezza dopo la fine del conflitto. «Il nostro presidente ha informato Steve Witkoff che siamo, in linea di principio, pronti a riprendere questi colloqui», ha aggiunto Ushakov. Il presidente americano Donald Trump si è mostrato ottimista: «Forse non siamo mai stati così vicini come adesso», ha dichiarato.
Nel corso dell'incontro, Putin ha proposto all'inviato della Casa Bianca di tenere un vertice a tre con Trump e il presidente cinese Xi Jinping a novembre, a margine del summit dell'Apec in Cina. «Si sta preparando un possibile incontro senza precedenti tra i dirigenti di Cina, Russia e Stati Uniti», ha spiegato Ushakov ai giornalisti. L'ipotesi è un incontro il 18 e 19 novembre nella città cinese di Shenzhen. Trump ha precisato che il vertice dovrebbe concentrarsi sulla ripresa dei negoziati per il disarmo nucleare, con il coinvolgimento di Pechino, piuttosto che sulla risoluzione della situazione in Ucraina. Il Cremlino ha accolto con favore la proposta e la necessità di un nuovo trattato sul disarmo, senza fare riferimento all'arsenale cinese e puntando invece l'attenzione su quelli di Francia e Regno Unito.
I documenti che Witkoff ha portato agli incontri con Putin contengono «idee» per un accordo di pace in Ucraina. «Abbiamo portato documenti», ha detto l'inviato americano rivolto a Putin all'inizio del colloquio, «sono idee per una sorta di accordo di pace tra Russia e Ucraina. Potrete leggerlo con tranquillità». Secondo la valutazione espressa da Ushakov, però, le proposte per porre fine alla guerra formulate a Oslo da Kiev e dai Paesi europei e trasmesse a Putin da Witkoff «contengono ben poco».
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha proposto di «congelare il fronte» come base per un cessate il fuoco. L'Ucraina e diversi Paesi europei hanno espresso la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di accordo sul conflitto e sulla sicurezza nel continente che escluda Kiev e i suoi alleati. Il messaggio che Putin rivolge al capo negoziatore americano è che «molto dipende da Kiev».
Nel corso dell'incontro, Putin ha anche espresso la disponibilità di Mosca a contribuire a trovare una soluzione alla crisi con l'Iran. «Qualora siate aperti a ciò, vorrei sicuramente sentire la vostra valutazione della situazione in Medio Oriente e in Iran», ha affermato il presidente russo rivolto a Witkoff, ricordando la «speciale relazione di fiducia» costruita con Teheran nel corso dei decenni. Sul fronte economico, Putin ha annunciato che i primi carichi di diesel russo diretti negli Stati Uniti, sulla base del recente accordo tra Washington e Mosca, partiranno «in due o tre giorni», sottolineando come i prezzi del diesel siano scesi tra il 5 e il 6% dopo l'annuncio dell'intesa. Mosca si è inoltre detta disponibile a vendere «grandi quantità di fertilizzanti» agli Stati Uniti.
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