Gli Stati Uniti accelerano sulla guerra in Ucraina e aumentano la pressione su Kiev. Secondo quanto riportano i media statunitensi, l'amministrazione di Donald Trump intende ottenere dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky un accordo che preveda concessioni territoriali alla Russia, nell'ambito di una proposta complessiva di pace da sottoporre poi a Vladimir Putin. L'inviato americano Steve Witkoff è atteso oggi a Oslo per un incontro con Zelensky, al termine del quale dovrebbe proseguire il suo viaggio verso la Russia per incontrare il presidente russo.

L'obiettivo, riferisce Axios, è concordare con la parte ucraina una proposta di intesa da presentare a Mosca. Il New York Times ha aggiunto che Washington starebbe valutando quali «benefici» Kiev potrebbe ottenere in cambio della cessione di territori, alimentando le tensioni con il governo ucraino. La missione di Witkoff si inserisce in una fase di forte accelerazione diplomatica, con l'amministrazione repubblicana decisa a chiudere il conflitto entro tempi rapidi.

Lo stesso Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca, ha espresso dure critiche nei confronti di Zelensky. «Credo sia giunto il momento che qualcun altro tratti per conto dell'Ucraina», ha detto il presidente americano. «Cosa è successo? Il fronte si è spostato di pochissimo, eppure un milione di persone — un numero enorme — sono morte. L'Ucraina sta perdendo la sua popolazione maschile. Avrebbe potuto risolvere la questione molto tempo fa. Se mi avesse dato ascolto — e ricorderete l'incontro nello Studio Ovale — avrebbe chiuso la faccenda già da un pezzo. Forse è arrivato il momento che Zelensky incarichi qualcun altro di negoziare».

Le parole del presidente statunitense segnano un ulteriore irrigidimento nei rapporti con Kiev, già messi a dura prova negli ultimi mesi. La richiesta di concessioni territoriali rappresenta per l'Ucraina un punto particolarmente delicato, perché tocca l'integrità del Paese e la sua stessa sopravvivenza come Stato indipendente. Finora Zelensky ha sempre escluso la cessione di territori occupati dalla Russia, ribadendo che una pace giusta non può prescindere dal ritiro delle truppe russe e dal ripristino dei confini riconosciuti a livello internazionale.

La missione di Witkoff a Oslo e poi a Mosca sarà quindi decisiva per capire se esista un margine per un negoziato. L'inviato americano dovrà misurare la disponibilità ucraina a un compromesso e, allo stesso tempo, verificare le condizioni poste dal Cremlino. Il viaggio avviene mentre sul terreno la situazione resta critica, con combattimenti lungo il fronte orientale e un bilancio umanitario sempre più pesante. L'Unione europea e gli alleati della Nato seguono con attenzione l'evoluzione della vicenda, consapevoli che un'intesa imposta dall'esterno potrebbe ridisegnare gli equilibri di sicurezza del continente.

Per l'Italia, come per il resto d'Europa, la posta in gioco è duplice: da un lato la tenuta del sostegno a Kiev, dall'altro la necessità di evitare che un accordo frettoloso legittimi le conquiste territoriali russe. Il governo italiano ha finora confermato il proprio appoggio all'Ucraina, ma l'evolversi della posizione americana potrebbe aprire un dibattito politico nelle prossime settimane. La visita di Witkoff a Oslo è prevista oggi, mentre non è ancora stata resa nota la data dell'incontro con Putin.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.