Papa Leone XIV ha avuto un colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel corso del quale ha chiesto di favorire gli aiuti e l'evacuazione della popolazione di Oleshky, città colpita dal conflitto. La telefonata arriva dopo quella che il Pontefice aveva avuto con il presidente russo Vladimir Putin, in un tentativo di ottenere una tregua umanitaria per mettere in salvo migliaia di civili.

Secondo quanto reso noto, nella giornata Leone XIV ha parlato con Zelensky per affrontare la situazione umanitaria sul terreno. Al centro della conversazione ci sono le difficoltà di accesso agli aiuti e la necessità di far uscire i residenti dalle aree più esposte ai combattimenti. L'iniziativa del Papa si inserisce in una sequenza di contatti diretti con i due presidenti in guerra, un passaggio che nelle intenzioni del Vaticano dovrebbe portare a una pausa delle ostilità finalizzata esclusivamente alla protezione dei civili.

La doppia telefonata, prima a Putin e poi a Zelensky, segna un intervento personale del Pontefice nella crisi ucraina. L'obiettivo dichiarato è strappare un'intesa umanitaria capace di garantire corridoi sicuri e l'evacuazione delle persone rimaste bloccate. Oleshky, in particolare, è indicata come il luogo su cui si concentra la richiesta di aiuti rivolta al governo di Kiev.

Sul fronte diplomatico, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato ad attaccare Zelensky, sostenendo che i negoziati dovrebbe condurli qualcun altro. Trump ha inoltre aperto alla possibilità di un incontro trilaterale con Putin e il presidente cinese Xi Jinping, precisando che se i due leader vorranno un vertice a tre in Cina a novembre, lui sarà disponibile a partecipare.

Le due vicende si intrecciano nello stesso quadro internazionale. Da un lato c'è la pressione umanitaria portata avanti dal Vaticano attraverso i contatti con Mosca e Kiev; dall'altro c'è il fronte politico-diplomatico, dove Washington continua a discutere il formato dei futuri negoziati e il ruolo dei diversi attori coinvolti. La proposta di un incontro a tre con Putin e Xi, avanzata da Trump, aggiunge un ulteriore tassello a un dialogo che resta però ancora lontano da un'intesa sul conflitto.

Per ora non risultano conferme su un'escalation diplomatica immediata: la telefonata del Papa resta un gesto umanitario, mentre le dichiarazioni di Trump delineano una possibile cornice negoziale ancora tutta da definire. Resta centrale la questione dei civili di Oleshky, per i quali Leone XIV ha chiesto aiuti e l'evacuazione, in un contesto in cui le operazioni militari continuano a rendere difficili gli spostamenti e l'assistenza alla popolazione.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.