La Russia conduce da tempo una guerra ibrida contro l'Europa e tra i Paesi presi di mira c'è anche l'Italia. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista al Corriere della Sera, spiegando che Mosca agisce attraverso televisioni, mezzi d'informazione, Internet e social network, sfruttando temi sensibili come quello migratorio per dividere le società europee. «I cittadini hanno diritto di essere soddisfatti o insoddisfatti dei propri governi, non devono essere manipolati da campagne russe», ha affermato. «Come vivere e chi eleggere devono deciderlo italiani, francesi, ucraini, spagnoli. Non i russi».
Secondo Zelensky la propaganda russa utilizza «qualsiasi argomento che possa dividere: religione, lingua, questioni di genere», e questo avviene «in Europa, negli Stati Uniti e in Ucraina». Il presidente ucraino ha anche avvertito che Mosca continuerà a sfruttare il tema dei rifugiati, dopo che al Consiglio europeo aveva segnalato il rischio di un aumento degli ucraini in fuga. La guerra ibrida, ha precisato, non è il conflitto su vasta scala condotto contro l'Ucraina, ma un'attività che passa attraverso i media e le piattaforme digitali.
Nel corso dell'intervista Zelensky ha parlato anche del rapporto con gli Stati Uniti, definendo non più semplici minacce ma «una realtà» le limitazioni alla condivisione di informazioni di intelligence e la riduzione della velocità di Starlink. «È ingiusto nei nostri confronti. Restiamo grati al popolo americano e alla squadra di Trump. Ma tra partner deve esserci onestà», ha detto. Il presidente ucraino ha ricordato che la collaborazione militare prosegue: le armi americane arrivano attraverso programmi finanziati dagli europei e «oggi quelle armi le paghiamo».
Zelensky ha poi ricostruito la proposta avanzata a Trump: fornire all'Ucraina gli intercettori necessari a proteggere le infrastrutture energetiche, dal momento che i missili non sono stati consegnati e agli ucraini viene chiesto soltanto di fermarsi. «Se i russi ci colpiscono e noi non possiamo rispondere, è ingiusto», ha sostenuto, aggiungendo che subire perdite sarebbe comunque accettabile se vi fosse «un comportamento da partner».
Sul fronte negoziale, il presidente ucraino ha riferito di aver parlato con il gruppo negoziale di Trump e di essersi detto pronto a discutere di un accordo di pace con Putin, «nonostante tutto, perché la pace è la priorità». Ha ipotizzato un incontro già questa settimana e, commentando l'ipotesi di un vertice tra Putin, Trump e Xi senza l'Ucraina, ha osservato che «la progressiva uscita di Putin dall'isolamento è già cominciata». Se si parla dell'Ucraina, ha aggiunto, «vorremmo che fosse interpellata l'Ucraina».
Quanto alle garanzie per un cessate il fuoco, Zelensky ha indicato un formato a tre elementi: l'esercito ucraino, l'Unione europea e la Nato. Il suo esercito, ha spiegato, rappresenta «una garanzia concreta» e può rafforzare quelli europei con l'esperienza maturata sul campo; l'adesione alla Nato significherebbe appartenere alla stessa alleanza di sicurezza con diritti giuridici da alleati. «Siamo pronti a discutere garanzie equivalenti, anche con un altro nome, ma devono avere la stessa forza giuridica», ha precisato.
Infine il rapporto con l'Italia e con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. «Ho un ottimo rapporto con Giorgia e la rispetto molto. Sono grato agli italiani e a chi ci sostiene fin dall'inizio», ha detto Zelensky, sottolineando che non si tratta di un rapporto a senso unico. L'Ucraina condivide con l'Italia l'esperienza sulle armi e sulle migliorie introdotte da ingegneri e militari, con «collaborazioni produttive nei due Paesi e un ottimo rapporto con Leonardo». Negli stabilimenti italiani lavorano italiani: «sono posti di lavoro, non soltanto aiuti all'Ucraina», ha concluso, indicando nella costruzione di una difesa aerea europea l'obiettivo da perseguire.
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