La posizione ucraina è stata ribadita con nettezza: nessuna intesa sul futuro del Paese può essere discussa senza che Kiev sia al tavolo. Il presidente Volodymyr Zelensky lo ha detto all'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, incontrato a Oslo, chiedendo un confronto a tre che coinvolga anche gli Stati Uniti e la Russia. Da Mosca, poche ore dopo, è arrivata una risposta che in parte accoglie l'istanza: il Cremlino ha definito «impossibile» discutere una soluzione definitiva della guerra senza rappresentanti di Kiev.
Witkoff, dopo i colloqui in Norvegia, è atteso in Russia per incontrare Vladimir Putin a San Pietroburgo. Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha definito «positivi» i colloqui di Oslo, spiegando che l'inviato potrà portare alla parte russa le idee emerse e verificare se sarà possibile compiere qualche progresso. La missione americana si muove su un crinale stretto: da un lato la richiesta ucraina di non essere esclusa, dall'altro la pressione della Casa Bianca per arrivare rapidamente a un accordo.
Secondo quanto riportato dal New York Times, il presidente Donald Trump sta premendo su Zelensky perché conceda territori a Mosca in cambio della pace. Una linea che il presidente americano ha ribadito pubblicamente: «È Zelensky quello che deve far finire la guerra, deve fare un accordo», ha detto durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, sostenendo che gli Stati Uniti hanno dato all'Ucraina più soldi che a chiunque altro senza ottenere nulla in cambio. Trump ha aggiunto che la Russia «è un Paese grande» e che le sue conquiste in Ucraina «sono sempre più ampie», avvertendo che senza un'intesa la situazione sarà peggiore.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, interpellato dall'agenzia Interfax, ha commentato la proposta di escludere Zelensky dal tavolo delle trattative sostenendo che «è impossibile risolvere il problema ucraino in assenza di un qualsiasi rappresentante di Kiev». Peskov ha poi aggiunto che «qualcuno a Kiev dovrebbe prendere una decisione responsabile riguardo l'accordo». Sulle proposte ucraine di cessate il fuoco la posizione russa resta invariata: «Nulla è cambiato: abbiamo bisogno di pace, non di un cessate il fuoco».
Mentre la diplomazia si muove, il conflitto continua a colpire i civili. Un drone russo ha attaccato un palazzo residenziale di 24 piani a Kiev, nel distretto di Sviatoshynskyi, causando un morto e un ferito. Lo ha riferito il sindaco della capitale, Vitali Klitschko, precisando che l'apparecchio ha colpito il ventesimo piano dell'edificio, dove si è sviluppato un incendio. Nella giornata si registrano anche due morti e undici feriti in un attacco russo su Kharkiv.
Sul fronte umanitario, Putin ha annunciato la liberazione dello statunitense Stephen Hubbard durante l'incontro con Witkoff. Hubbard, oggi settantaquattrenne, era stato catturato dalle forze russe nell'aprile del 2022 mentre combatteva a fianco dell'esercito ucraino. Un gesto che la Casa Bianca potrebbe leggere come un segnale di apertura, ma che non modifica i nodi politici sul tavolo: la questione territoriale, la sicurezza dell'Ucraina e il formato stesso dei negoziati restano aperti.
Per l'Italia e per l'Europa la posta in gioco è diretta: un'intesa costruita senza Kiev o alle spalle dell'Unione europea indebolirebbe l'assetto di sicurezza continentale e riaprirebbe il dibattito su garanzie e ricostruzione. La richiesta ucraina di un incontro a tre con Washington e Mosca va letta in questa chiave: non un rifiuto del negoziato, ma la condizione perché qualsiasi accordo sia considerato legittimo e duraturo da chi subisce la guerra.
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