La Russia ha respinto la proposta di una tregua energetica per l'inverno avanzata dall'Ucraina, chiudendo la porta all'ipotesi di un cessate il fuoco sulle infrastrutture critiche. Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha dichiarato che Mosca non intende concedere a Kiev una pausa sul campo di battaglia e, riferendosi al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha affermato: «Non credo che meriti una tregua».

La proposta era stata rilanciata da Zelensky nel corso di un intervento in videoconferenza a un forum sulla sicurezza a Varsavia. Il presidente ucraino ha spiegato che Kiev è pronta a sospendere gli attacchi a lungo raggio contro raffinerie ed esportazioni petrolifere russe a una condizione: che Mosca cessi gli attacchi contro il sistema energetico e le infrastrutture critiche ucraine e smetta di colpire la popolazione. «Questo inverno, se la Russia non accetterà un cessate il fuoco energetico, noi risponderemo», ha avvertito Zelensky, aggiungendo che al momento non vede segnali da Mosca di una reale intenzione di porre fine alla guerra né passi verso la de-escalation.

Il Cremlino ha replicato attraverso il portavoce Dmitri Peskov, secondo cui la Russia vuole una pace duratura e «per quella siamo disposti a fare di tutto». Peskov non ha però chiarito se la tregua energetica annunciata unilateralmente dal presidente statunitense Donald Trump sia effettivamente in vigore. «I contatti continuano. Non appena avremo qualcosa da dire a riguardo, non mancheremo di informarvi», ha detto durante la conferenza stampa. Il portavoce ha poi aperto a una pausa limitata: se Kiev convocasse le elezioni, la Russia sarebbe pronta a ordinare la cessazione degli attacchi il giorno del voto. Peskov ha inoltre assicurato che Mosca non vuole una spaccatura tra Stati Uniti e Unione europea sulla guerra in Ucraina e si aspetta «misure efficaci e decisioni responsabili» per arrivare a una soluzione pacifica.

La posizione russa lascia l'Unione europea senza risposte. La portavoce della Commissione europea, Paula Pinho, ha dichiarato nel briefing quotidiano con la stampa: «Purtroppo non sappiamo altro su questo cessate il fuoco, se non che c'è stato questo annuncio». Pinho ha ricordato che da parte ucraina Zelensky si è detto pronto a impegnarsi in un simile cessate il fuoco: «Ora avremmo bisogno dello stesso segnale dalla Russia, ma purtroppo non lo riceviamo».

Sul fronte europeo resta aperto il dossier dei beni russi congelati. La ministra degli Esteri svedese, Maria Malmer Stenergard, è arrivata al Consiglio Esteri a Lussemburgo mostrando un cartello sull'utilizzo dei frozen asset per sostenere Kiev, alla vigilia del quinto inverno di conflitto. «È ora di scongelare i beni congelati. Vogliamo vedere proposte concrete entro i prossimi mesi, proposte che non impongano rischi sproporzionati ad alcuni Stati membri», ha detto, aggiungendo che «dobbiamo aumentare il sostegno all'Ucraina, e dobbiamo farlo ora». Secondo la ministra, il sostegno netto dei paesi Ue a Kiev resta inferiore alle importazioni totali dall'Unione dalla Russia: utilizzare i beni congelati quasi raddoppierebbe l'aiuto complessivo dall'invasione su vasta scala e rappresenterebbe «una svolta decisiva».

Al Forum sulla sicurezza di Varsavia è intervenuto anche il primo ministro polacco Donald Tusk, secondo cui l'Ucraina combatte per la «sopravvivenza» mentre la Russia combatte per il «dominio». Tusk ha esortato «l'intero Occidente», Europa e Stati Uniti, a mostrare a Mosca e a Vladimir Putin una determinazione ancora più ferma nel perseguire una politica di contenimento della Russia, riferendosi in particolare alla politica delle sanzioni.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.