Papa Leone XIV ha avuto una conversazione telefonica con il presidente russo Vladimir Putin. Lo ha reso noto la Sala Stampa della Santa Sede, precisando che il Pontefice ha preso l'iniziativa per affrontare la crisi umanitaria nella città ucraina di Oleshky, nella regione di Kherson, sotto occupazione russa dal 2022.
Nel corso del colloquio, il Papa ha espresso «viva preoccupazione per la grave situazione umanitaria» nella città e ha chiesto una tregua per consentire l'arrivo di aiuti alimentari e sanitari e l'evacuazione volontaria e sicura della popolazione civile. Il Santo Padre ha inoltre ribadito l'impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace.
Secondo quanto rivelato dal Segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, è stato il Pontefice a prendere l'iniziativa per perorare la causa di Oleshky, definita «assediata». Parolin ha espresso l'auspicio che Putin accolga la richiesta: «Io spero che di fronte a una richiesta del Santo Padre il presidente Putin accetti di mettere in atto quello che il Papa gli ha chiesto. Il fatto di aver accettato la telefonata, di aver parlato, a mio parere, possa essere davvero una realizzazione di quanto il Papa ha chiesto».
Dal canto suo, il Cremlino ha riferito che Putin ha sottolineato «l'importanza della cooperazione tra Russia e Vaticano per promuovere i valori spirituali e morali che uniscono, nonché per proteggere i cristiani e i luoghi sacri cristiani in diverse regioni del mondo». Entrambe le parti hanno ribadito l'interesse a proseguire il dialogo tra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica romana. Il colloquio, secondo Mosca, si è svolto «in un clima costruttivo e di reciproco rispetto».
Oleshky si trova sulla riva sinistra del fiume Dnepr, di fronte a Kherson, a circa nove chilometri di distanza. Un tempo le due località erano collegate da un ponte, oggi chiuso: Kherson è sotto controllo ucraino, Oleshky in mano russa dal 2022. Nel 2023 la città è stata inondata dalla distruzione della diga di Kakhovka, che ha devastato quartieri residenziali e infrastrutture. Nell'autunno del 2026 Oleshky risulta completamente isolata, priva di elettricità, cibo e medicinali.
La situazione umanitaria è definita catastrofica da fonti sia russe sia ucraine. Circa 1.700 persone sarebbero intrappolate in città, in gran parte anziani e disabili, tra cui una cinquantina di bambini secondo i residenti. L'assistenza sanitaria è limitata ai soli casi critici, le ambulanze non rispondono e i pazienti gravi non possono essere trasferiti. Le autorità di occupazione avrebbero vietato le sepolture, lasciando i corpi coperti da lenzuoli per strada. A fine settembre l'esercito ucraino era riuscito a consegnare quattro tonnellate di cibo con droni, un quantitativo insufficiente a fermare la crisi. Le vie di uscita sarebbero minate e controllate da droni, rendendo impossibile la fuga.
La telefonata tra il Pontefice e Putin rappresenta un nuovo tentativo di mediazione vaticana per alleviare le conseguenze del conflitto sulla popolazione civile. La Santa Sede ha ribadito la propria disponibilità a favorire il dialogo, mentre resta da verificare se la richiesta di tregua troverà attuazione sul terreno.
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