Un piano congiunto di Stati Uniti ed Europa per porre fine alla guerra in Ucraina sarebbe in fase di elaborazione. Lo rivela il Washington Post, secondo cui l'intesa si articolerebbe in quattro punti principali, tra cui garanzie di sicurezza per Kiev e un accordo sul fronte energetico con la Russia. La notizia è stata però respinta dal Cremlino, che ha dichiarato di averla appresa solo dalla stampa.
Secondo quanto riportato dal quotidiano americano, il piano prevederebbe innanzitutto garanzie di sicurezza per l'Ucraina, un elemento considerato cruciale per convincere Kiev ad accettare un cessate il fuoco. Un secondo punto riguarderebbe un accordo energetico con Mosca, verosimilmente finalizzato a stabilizzare i mercati e a ridurre le tensioni sulle forniture. Gli altri due punti non sono stati dettagliati, ma l'insieme delle misure sarebbe pensato per creare le condizioni di una pace negoziata.
La portata della rivelazione è notevole, perché suggerisce un coordinamento transatlantico che finora non era emerso in modo così esplicito. Tuttavia, la reazione russa è stata immediata e netta. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha affermato che Mosca non è stata informata ufficialmente del piano e che ne ha avuto notizia soltanto attraverso i media. «Lo abbiamo scoperto da loro», ha dichiarato, secondo quanto riportato dalle agenzie.
La smentita russa getta un'ombra di incertezza sull'effettiva consistenza dell'iniziativa. Non è chiaro se si tratti di un documento già definito o di un'ipotesi di lavoro ancora in fase embrionale. Il Washington Post non ha specificato se il piano sia stato presentato formalmente a Mosca o se sia solo oggetto di discussioni interne tra Washington e i partner europei.
La vicenda si inserisce in un quadro già teso. Nelle stesse ore, l'Ucraina ha denunciato un nuovo attacco missilistico russo contro Kiev. Il presidente Volodymyr Zelensky ha dichiarato che gli alleati non hanno avvertito l'Ucraina in anticipo, sollevando interrogativi sulla condivisione delle informazioni di intelligence. L'episodio ha aggiunto ulteriore pressione su un fronte diplomatico già complesso.
L'eventuale accordo energetico con la Russia rappresenta l'aspetto più delicato del piano. Dopo mesi di sanzioni e di riduzione delle importazioni di gas russo, un'intesa di questo tipo segnerebbe un'inversione di rotta significativa. Non è chiaro quali sarebbero i termini esatti, né se l'Europa sarebbe disposta a un simile passo senza garanzie sul rispetto degli impegni da parte di Mosca.
Anche le garanzie di sicurezza per Kiev restano da definire. Si tratterebbe di impegni politici e militari da parte degli alleati occidentali, ma la loro natura giuridica e la loro effettiva vincolanza sono ancora oggetto di discussione. L'Ucraina ha più volte chiesto garanzie concrete prima di qualsiasi negoziato, temendo che un cessate il fuoco senza tutele possa lasciarla esposta a future aggressioni.
Il Cremlino, dal canto suo, non ha chiuso del tutto la porta, ma ha ribadito di non essere stato coinvolto nella stesura del piano. La distanza tra le parti resta ampia e nessuna delle due ha finora confermato l'avvio di un negoziato diretto. La palla, almeno per ora, sembra essere nel campo delle cancellerie occidentali, chiamate a chiarire se e come intendano procedere.
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