Gli Stati Uniti e la Russia hanno unito le forze per impedire l'introduzione di limiti all'impiego dell'intelligenza artificiale nei sistemi d'arma. Lo ha rivelato il Washington Post, ricostruendo il dietro le quinte della riunione del Gruppo di esperti governativi sui sistemi d'arma autonomi letali (Laws), svoltasi a Ginevra all'inizio di settembre nell'ambito della Convenzione delle Nazioni Unite su alcune armi convenzionali.
Centinaia di diplomatici si erano riuniti in Svizzera per lavorare a un trattato che regolamenti l'uso delle armi autonome letali basate sull'IA. L'ultimo giorno dei negoziati, secondo il quotidiano americano, la discussione ha assunto toni particolarmente accesi. Nelle quindici ore successive, i diplomatici statunitensi e russi hanno lavorato intensamente sul testo per eliminare una serie di disposizioni concepite per introdurre garanzie e limiti nell'utilizzo dell'intelligenza artificiale in ambito militare.
Tra le proposte bloccate c'era l'obbligo che la decisione finale su quali obiettivi colpire, tra quelli suggeriti dall'IA, spettasse a un essere umano e non a un computer. Nella versione finale del documento sono saltate diverse misure di salvaguardia che alcuni Paesi e organizzazioni avevano proposto per ridurre i rischi associati all'impiego di sistemi d'arma autonomi controllati dall'IA. Secondo le fonti citate, sono state eliminate le formulazioni che imponevano ai sistemi di operare in modo «prevedibile» e «affidabile», ed è stata rimossa anche una clausola che richiedeva di tenere conto delle considerazioni etiche nell'impiego di armamenti basati sull'intelligenza artificiale.
Le delegazioni di Usa e Russia hanno inoltre cancellato una disposizione che imponeva una revisione «umana» degli obiettivi militari individuati dall'IA prima di un attacco. Washington e Mosca erano arrivate a Ginevra attrezzate per l'offensiva: entrambe le delegazioni comprendevano una decina di giuristi, quasi il doppio rispetto alle altre, pronti a dare battaglia sulle virgole. Il gruppo americano era composto da rappresentanti del dipartimento di Stato e del Pentagono, oltre che da avvocati.
Al momento i negoziati sono ancora in fase preliminare. Il prossimo novembre, sempre a Ginevra, gli Stati membri dell'Onu decideranno se procedere verso un trattato vincolante. Ma anche se la maggioranza dei Paesi dovesse votare a favore, difficilmente un testo garantista potrà vedere la luce. Usa e Russia sono ormai sempre meno sostenitori del multilateralismo e possono usare «il loro capitale politico per esercitare pressioni su altri Paesi», ha avvertito Nicole van Rooijen, direttore esecutivo della coalizione non governativa globale Stop Killer Robots.
La vicenda mette in luce un nodo centrale nel dibattito internazionale sulla regolamentazione delle armi autonome: chi decide, e con quali criteri, quando una macchina può selezionare e colpire un obiettivo senza l'intervento umano. Le clausole eliminate a Ginevra avrebbero introdotto proprio quei paletti che ora rischiano di non comparire in un eventuale trattato. Il confronto proseguirà nei prossimi mesi, con la riunione di novembre che si preannuncia decisiva per capire se la comunità internazionale riuscirà a dotarsi di regole comuni o se prevarranno gli interessi delle potenze militari.
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