Il ricorso ai decreti-legge, il rinvio alle fonti secondarie e la necessità di garantire tempi certi alla produzione normativa sono stati al centro della presentazione del rapporto sulla legislazione 2026 della Camera dei deputati, svoltasi oggi nella sede del Consiglio regionale del Lazio. Il documento è stato illustrato davanti a una platea istituzionale, in un momento in cui il rapporto tra Parlamento, Governo e livelli territoriali di governo è oggetto di un dibattito costante.

I lavori sono stati aperti da Anna Ascani, vicepresidente della Camera, che ha ringraziato il Consiglio regionale e il presidente Antonello Aurigemma per l'ospitalità. Ascani ha sottolineato l'importanza di avviare una riflessione condivisa con la Conferenza delle Regioni, sostenendo che la qualità delle leggi dipende anche dal dialogo tra chi legifera a livello nazionale e chi applica le norme sul territorio, dove spesso emergono le difficoltà concrete di attuazione.

Il rapporto conferma il peso dei decreti-legge nel sistema normativo e il ricorso sempre più frequente a fonti secondarie, cioè a regolamenti e atti amministrativi che intervengono su materie definite dalla legge. Proprio su questo punto Ascani ha richiamato i rischi legati a una crescente polarizzazione politica. Senza un confronto parlamentare leale, soprattutto sui temi più complessi, le decisioni rischiano di essere percepite dai cittadini come il risultato di scelte prese lontano da loro, con un effetto diretto sulla fiducia nelle istituzioni.

Da qui, ha spiegato, l'esigenza di rafforzare la qualità del processo deliberativo attraverso dati condivisi e un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione. Un Parlamento che discute sulla base di informazioni verificabili, ha osservato, è in grado di correggere le proprie scelte prima che diventino norme difficili da modificare. La questione dei tempi, in questo quadro, non è secondaria: la certezza delle scadenze consente alle amministrazioni di pianificare e ai cittadini e alle imprese di orientarsi.

Tra gli strumenti indicati per avvicinare i cittadini al Parlamento figura anche un chatbot basato sull'intelligenza artificiale, utilizzato per fornire risposte in linguaggio naturale sui contenuti del rapporto. Lo strumento consente a chiunque di porre domande sui temi trattati nel documento e di ricevere una risposta immediata, senza dover consultare direttamente i testi tecnici. È una scelta che punta a rendere più accessibili informazioni che altrimenti resterebbero confinate agli addetti ai lavori.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.