Giuseppe Conte afferma che la presenza di Italia viva nella coalizione di centrosinistra «non è un problema nostro, ma dell'Italia». Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, una parte dell'elettorato grillino potrebbe non votare per la presenza di Matteo Renzi, ma il M5S non manderebbe mai a casa Giorgia Meloni. Il pensiero è stato espresso nel libro di Bruno Vespa «Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein», in uscita lunedì 2 novembre per Mondadori-Rai Libri.

Conte ha poi chiarito che, qualora Renzi entrasse a far parte del campo largo, la responsabilità ricadrebbe esclusivamente sul Partito democratico e sulla segretaria Elly Schlein. «Poiché è stato il Partito democratico a volere che Renzi stesse con noi, è la sua segretaria a doversi assumere la responsabilità di ottenere garanzie politiche che ci salvaguardino dal depotenziamento dell'alleanza che Renzi può portare, e prevengano instabilità future», ha detto. Lo scenario dell'ingresso di Renzi è stato confermato da una nota congiunta dei leader della coalizione, diffusa nelle stesse ore in cui il tema è tornato al centro del confronto politico. Il riferimento alle garanzie richieste al Pd indica che, per il M5S, la questione non riguarda soltanto l'equilibrio interno della coalizione ma anche la tenuta futura dell'alleanza.

Sul tema delle primarie, Conte afferma che «mi pare chiaro che le faremo» e che lui stesso è disponibile a partecipare. Il leader pentastellato ha tuttavia sostenuto che fosse doveroso esplorare un metodo alternativo, come quello seguito in diverse elezioni regionali: discutere con tutte le forze politiche quale sia il candidato più competitivo. Secondo Conte, i leader dei due maggiori partiti dell'opposizione tenderanno inevitabilmente a valorizzare le differenze più che gli elementi unitari. Pur con profili, temperamenti e sensibilità differenti, sostiene il leader grillino, i candidati sarebbero accomunati dal medesimo obiettivo di realizzare un progetto di cambiamento del Paese, e spetterà al senso di responsabilità dei partiti fare in modo che la consultazione non diventi uno scontro tra avversari ma un momento di democrazia e partecipazione.

Di una riunione di coordinamento del centrosinistra riferisce anche l'agenzia Adnkronos, che parla di una call di circa tre ore dedicata alla road map, al perimetro della coalizione con le forze rappresentate in Parlamento e a una manifestazione unitaria prevista a dicembre. Secondo quanto riportato, il programma dovrebbe essere definito a novembre e le primarie si terrebbero a febbraio. Il quadro delineato dalle due fonti indica dunque un percorso scandito da scadenze precise, nel quale il nodo di Italia viva e quello della scelta del candidato restano i temi più delicati da sciogliere.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.