La presa di distanza di Giuseppe Conte dall'ideologia woke continua ad alimentare polemiche. L'ultima replica arriva da Gaia Tortora, che in un post su X ha ironizzato sulla posizione del Movimento 5 Stelle, ricordando le scelte compiute in passato dal partito in materia di diritti civili. «Che poi — scrive la giornalista — io me li ricordo i cinquestelle al voto sulle unioni civili... woke al cartoccio». Un messaggio secco, che in poche parole riassume la metamorfosi che molti osservatori attribuiscono al partito guidato dall'ex presidente del Consiglio.
La replica di Tortora arriva dopo la lettera con cui Conte ha preso le distanze da quella che ha definito un'ideologia con «alcuni eccessi... rimbalzati dagli Stati Uniti». Nella sua riflessione, l'ex premier ha parlato di «effetti perversi: conformismo ideologico e, in talune punte, repressione della libertà di opinione», concludendo che «non è con il woke che la sinistra può fare giustizia». Parole che hanno scatenato un dibattito interno alla coalizione e che ora vengono contestate alla luce della storia recente del Movimento.
Il riferimento di Tortora non è casuale. Nel 2014, attraverso le votazioni online degli iscritti, il Movimento 5 Stelle aveva sostenuto il riconoscimento delle coppie di fatto e delle unioni civili. Due anni dopo, però, durante l'iter della legge Cirinnà, i pentastellati scelsero la linea della libertà di coscienza sul ddl e sulla stepchild adoption, provocando accese polemiche sia con le associazioni per i diritti civili sia con le forze di centrosinistra. Una vicenda che torna oggi alla ribalta nel confronto sulle posizioni del partito.
La difesa del leader non si è fatta attendere. La senatrice Alessandra Maiorino, responsabile dei diritti civili del M5S, ha respinto le accuse con una nota netta: «A chi oggi critica Giuseppe Conte per le sue posizioni sul woke, è opportuno ricordare che le sue parole sono di una chiarezza solare e non rappresentano in alcun modo una negazione dei diritti civili». La parlamentare ha poi rivendicato l'impegno del Movimento, ricordando che Conte «è stato l'artefice del nuovo corso M5S che ha messo nero su bianco nello Statuto il rispetto della dignità umana, la tutela delle libertà fondamentali e la lotta a ogni forma di discriminazione, compreso il pieno diritto ad amare ed essere amati nel rispetto delle identità sessuali e di genere».
Maiorino ha concluso invitando a non parlare di passi indietro: «Chi parla di passi indietro ignora i fatti e la storia recente della nostra comunità politica. Nessun compromesso sulle tutele e sulle libertà civili, da sempre caposaldo del nostro impegno». Parole che però non sembrano chiudere la questione, in un momento in cui il dibattito sul rapporto tra la sinistra italiana e le istanze progressiste provenienti dagli Stati Uniti resta aperto e divisivo.
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di riflessione politica, in cui il tema dei diritti civili torna periodicamente al centro del confronto tra le forze di opposizione. La memoria del voto sulle unioni civili, evocata da Tortora, rappresenta un tassello di una storia che il Movimento 5 Stelle prova a riscrivere, tra continuità dichiarate e accuse di opportunismo.
