James Blair, 37 anni, è l'architetto della strategia repubblicana per le elezioni di metà mandato del 3 novembre. Dopo aver contribuito alla vittoria del 2024, deve ora dimostrare che il suo metodo basato sui dati può prevalere sui sondaggi e reggere gli umori del presidente Donald Trump, che lo ha soprannominato «Brilliant James».

Blair è uno degli uomini più influenti e meno noti dell'universo trumpiano. Mentre Stephen Miller presidia il fronte ideologico dell'amministrazione, lui si occupa di numeri, sondaggi, collegi elettorali, finanziamenti e strategie per portare gli elettori alle urne. Il Guardian lo descrive come una figura potenzialmente più efficace di Miller, e Time lo ha indicato tra le persone più importanti della Washington di Trump.

Nato a Tampa, in Florida, Blair è laureato in Finanza alla Florida State University e ha fondato nel 2013 la società di consulenza politica Rapid Loop Consulting. Il primo salto di qualità è arrivato grazie a Richard Corcoran, influente esponente repubblicano della Florida, che lo assunse. Nel 2018 è diventato consigliere della campagna di Ron DeSantis per la carica di governatore della Florida, poi vicecapo di gabinetto nella sua amministrazione. In quell'ambiente ha stretto il rapporto decisivo con Susie Wiles, oggi capo di gabinetto della Casa Bianca.

Alle presidenziali del 2024 Blair ha contribuito a rivoluzionare la macchina elettorale repubblicana. Ha ridotto le sedi territoriali e la dipendenza dalla pubblicità televisiva, puntando sui canali digitali e su un uso sistematico dei dati per individuare gli elettori da mobilitare. Una delle scelte più controverse è stata affidare buona parte delle operazioni per portare gli elettori alle urne ai comitati politici esterni, i Pac, sfruttando le nuove possibilità di coordinamento consentite dalle norme elettorali. Blair ha sostenuto che fosse più efficace convincere gli uomini favorevoli a Trump ad andare a votare piuttosto che conquistare nuove elettrici. La strategia ha suscitato forti critiche, anche da parte del veterano repubblicano Karl Rove, attenuatesi dopo la vittoria.

Tornato alla Casa Bianca come vicecapo di gabinetto, Blair ha seguito gli affari politici, legislativi e i rapporti con le amministrazioni statali e locali, contribuendo al lavoro per l'approvazione dello «One Big Beautiful Bill Act», il grande provvedimento voluto dal presidente. Il suo principio è che la politica debba essere guidata dai dati e non dalle intuizioni dei consulenti. Chi lo conosce lo descrive come organizzato, diretto, instancabile e talvolta arrogante.

Nella primavera del 2026 Blair ha lasciato temporaneamente la Casa Bianca per guidare MAGA Inc., il principale super Pac che sostiene Trump, con risorse superiori ai 400 milioni di dollari. Il compito è mantenere il controllo repubblicano di Camera e Senato, superando la tradizionale tendenza degli elettori a punire il partito del presidente nelle elezioni di metà mandato. La sua iniziativa più ambiziosa e controversa è stata la ridefinizione dei collegi congressuali a metà decennio, senza attendere il censimento, una pratica nota negli Stati Uniti come gerrymandering, con l'obiettivo di conquistare seggi aggiuntivi alla Camera. I democratici hanno reagito con iniziative proprie.

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Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.