Il Senato ha approvato la nuova legge elettorale con 113 voti favorevoli, 71 contrari e due astenuti. Il provvedimento, sostenuto dalla maggioranza di centrodestra, passa ora alla Camera per la terza lettura, prevista il 28 settembre. L'obiettivo dichiarato è rendere operativa la riforma entro metà ottobre, in tempo per le prossime consultazioni elettorali.
Durante il dibattito in aula è intervenuto il senatore della Lega Andrea Paganella, che ha legato l'approvazione della legge al futuro politico del partito e del suo leader. «Vinceremo con Giorgia Meloni e con Matteo Salvini che finalmente tornerà a occuparsi di sicurezza e immigrazione al Viminale, dove doveva essere ma un complotto giuridico e mediatico gliel'ha impedito», ha dichiarato Paganella. Le sue parole sono state pronunciate nel corso della discussione parlamentare sulla riforma elettorale, un passaggio che il centrodestra considera strategico per consolidare l'assetto della coalizione.
La nuova legge elettorale introduce alcune modifiche rilevanti, tra cui l'aumento delle firme necessarie per i nuovi partiti che intendono presentarsi alle elezioni. La decisione è stata preceduta da un dibattito interno alla maggioranza sul tema delle preferenze, che ha visto posizioni diverse tra i partiti alleati. Nonostante le divergenze, il centrodestra ha scelto di fare quadrato e di portare il testo all'approvazione, puntando a rendere la riforma pienamente operativa in tempi rapidi.
L'approvazione al Senato rappresenta un passaggio chiave del percorso parlamentare. Il testo dovrà ora essere esaminato dalla Camera, dove è atteso il 28 settembre per la terza lettura. Solo dopo il via libera definitivo la nuova legge elettorale potrà entrare in vigore. La maggioranza intende rispettare la tabella di marcia indicata, con l'obiettivo di arrivare a metà ottobre con le nuove regole già in vigore.
Le dichiarazioni di Paganella aggiungono un elemento politico alla discussione sulla riforma. Il riferimento al Viminale e al ruolo di Salvini riporta al centro del dibattito il tema della sicurezza e dell'immigrazione, cavalli di battaglia della Lega. L'accusa di un «complotto giuridico e mediatico» contro il leader del Carroccio è una tesi già sostenuta in passato dal partito, che ha più volte denunciato un trattamento ostile da parte della magistratura e di alcuni settori dell'informazione. L'intervento del senatore leghista conferma quindi la linea politica del partito, che continua a rivendicare per Salvini un ruolo di primo piano nel governo e in particolare la guida del ministero dell'Interno.
La legge elettorale è da sempre un tema sensibile nel panorama politico italiano, perché incide direttamente sulla rappresentanza e sugli equilibri tra le forze in campo. La riforma approvata dal Senato si inserisce in un contesto di confronto acceso tra maggioranza e opposizione, con il centrodestra che rivendica la necessità di regole chiare e stabili e le opposizioni che denunciano un possibile effetto distorsivo. Il passaggio alla Camera sarà quindi decisivo per confermare o modificare l'impianto del testo.
Nei prossimi giorni il dibattito si sposterà a Montecitorio, dove il provvedimento dovrà superare l'ultimo scoglio parlamentare. La maggioranza confida in un iter rapido, mentre le opposizioni annunciano battaglia sui contenuti. Per ora, il Senato ha dato il primo via libera a larga maggioranza, aprendo la strada a una riforma che, se confermata, entrerà in vigore in autunno.
