Il senatore Ettore Licheri, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, ha partecipato a una visita a Pechino il 20 ottobre, dove è stato ricevuto da Liu Haixing, ministro a capo dell'Idcpc, il dipartimento per le Relazioni internazionali del Partito comunista cinese, affiancato dal viceministro Lu Kang. Secondo i resoconti ufficiali cinesi, il Movimento si è impegnato a «rafforzare» i rapporti con il partito guidato da Xi Jinping.
La notizia emerge soprattutto dalle fonti di Pechino: l'agenzia di Stato Xinhua, il Quotidiano del Popolo, organo del Pcc, e il sito dell'Idcpc, che ha pubblicato anche fotografie dell'incontro con la bandiera del M5S affiancata a quella rossa con falce e martello del Partito comunista. Nelle comunicazioni del Movimento in Italia, invece, non risultano comunicati stampa né post dei protagonisti, a differenza di quanto avvenuto per la missione parlamentare multipartito dello scorso luglio, che era stata invece resa pubblica.
Il testo ufficiale cinese descrive il Pcc come «pronto ad approfondire gli scambi e l'apprendimento reciproco» con il M5S su governo del partito e amministrazione statale, sul rafforzamento dei contatti tra giovani quadri, think-tank e organi di informazione dei due partiti, e sulla promozione della comprensione reciproca tra i due popoli. Liu Haixing ha inoltre chiesto che l'Italia, e in particolare il Movimento, sostengano il principio di una sola Cina, sottolineando che la questione di Taiwan è al centro degli interessi fondamentali della Cina.
Secondo lo stesso resoconto, Licheri ha affermato che la visita mira a rafforzare la fiducia politica reciproca attraverso scambi tra partiti e ha sostenuto che la cooperazione nell'ambito della Nuova Via della Seta contribuisce a migliorare la bilancia commerciale italiana con la Cina. Il M5S, si legge nel comunicato di Pechino, sostiene il principio di «una sola Cina» e accoglie con favore un ruolo maggiore della Cina nella promozione della pace e dello sviluppo mondiale.
Il precedente più rilevante è il memorandum di adesione alla Belt and Road, firmato il 23 marzo 2019 alla presenza di Giuseppe Conte e Xi Jinping, quando l'Italia fu l'unico Paese del G7 a sottoscriverlo. Il memorandum fu poi congelato dal governo di Mario Draghi, e nel dicembre 2023 Giorgia Meloni annunciò che non sarebbe stato rinnovato alla scadenza del marzo 2024. Il documento strategico della Nato del 2022, ancora in vigore, definisce le politiche coercitive della Repubblica popolare cinese una sfida agli interessi e ai valori dell'Alleanza e critica il rafforzamento del partenariato tra Pechino e Mosca.
Resta aperta la questione del posizionamento internazionale dell'Italia in caso di un ritorno dei Cinque Stelle al governo nell'ambito del campo largo, e la posizione degli altri partiti di quella coalizione sul legame tra il M5S e il Partito comunista cinese, che la visita di Licheri ha reso visibile senza che il Movimento ne facesse pubblicità.
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