Il testo della manovra 2027-2029 inviato in Parlamento accende lo scontro politico e sociale su due capitoli: i tagli agli organici della scuola e la nuova disciplina della rivalutazione delle pensioni. Opposizioni e sindacati contestano le scelte del governo, mentre Federmanager chiede la cancellazione della norma sulla perequazione degli assegni.
Il punto più controverso riguarda i posti di lavoro nel mondo scolastico. Il disegno di legge di bilancio prevede, dall'anno scolastico 2027-2028, una riduzione di 4.925 posti nell'organico dell'autonomia e di altri 2.049 posti tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata), per un totale di 6.974 posizioni. Il Partito democratico e il Movimento 5 Stelle hanno reagito duramente. Il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, denuncia che, per distribuire mance e finanziare la propaganda, il governo taglia sulla scuola e sulle pensioni. La presidente della commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia del M5s, parla di uno «scandalo» per i nuovi 7mila posti tagliati.
Sul fronte sindacale la segretaria della Cisl, Daniela Fumarola, esprime «una netta contrarietà a qualsiasi ipotesi di taglio degli organici della scuola» e chiede il ritiro della norma. Secondo la leader sindacale, di fronte al disagio delle nuove generazioni, alle povertà educative e alle difficoltà del lavoro scolastico servono investimenti e personale, a partire da docenti e Ata. La Cisl sollecita un confronto con il governo e avverte che, in caso di conferma dei tagli, sosterrà le iniziative di mobilitazione della categoria. La Cgil ha indetto uno sciopero generale per il 20 novembre e giudica la manovra «al di là delle peggiori aspettative».
Nel dibattito entra anche il tema degli asili nido. La responsabile scuola del Pd, Irene Manzi, contesta la revisione del meccanismo di distribuzione dei fondi prevista dall'articolo 121. Secondo la deputata, il governo punta al 33% di copertura dei servizi per la prima infanzia sfruttando il calo delle nascite anziché aumentando i posti disponibili. Il testo inoltre proroga al 2027 il contributo fino a 1.500 euro per le famiglie che iscrivono i figli alle scuole paritarie, con uno stanziamento complessivo di 20 milioni di euro.
L'altro fronte dello scontro riguarda le pensioni. L'articolo 55 della manovra modifica il meccanismo di rivalutazione degli assegni, tornando al sistema per fasce anziché per scaglioni. La rivalutazione piena resta per i trattamenti fino a quattro volte il minimo Inps, mentre per quelli superiori le percentuali si riducono progressivamente, fino al 32% per le pensioni oltre dieci volte il minimo. La percentuale si applica all'intero trattamento pensionistico e non soltanto alla quota eccedente le singole soglie.
Secondo la Relazione tecnica, il risparmio sulla spesa pensionistica è stimato nel 2027 in 1,476 miliardi di euro lordi, pari a 885 milioni al netto degli effetti fiscali. Nel decennio 2027-2036 i risparmi complessivi ammontano a 14,241 miliardi lordi e 8,538 miliardi netti. Il presidente di Federmanager, Valter Quercioli, chiede la soppressione dell'articolo 55: «Le pensioni non sono una riserva di bilancio alla quale attingere ogni volta che occorre trovare nuove risorse». Secondo l'associazione, il ritorno alla rivalutazione per fasce riduce il potere d'acquisto di chi ha lavorato e versato contributi per decenni. Anche Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra definisce la legge di bilancio una «rapina sociale».
Il settore finanziario è coinvolto nella copertura della manovra. Il testo prevede un prelievo da 5,8 miliardi di euro a carico di banche e assicurazioni, entità che il settore contesta. La Lega giudica «sorprendente e sconcertante» la reazione di alcuni rappresentanti del mondo bancario e sottolinea che il contributo riguarda i grandi istituti finanziari, non le piccole banche legate al territorio e il credito cooperativo. Le risorse, secondo il Carroccio, serviranno a investire in salute, lavoro e sicurezza.
La maggioranza difende la manovra. Il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, afferma che «alle polemiche della sinistra l'esecutivo risponde con i fatti». Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani si dice «molto soddisfatto» di una manovra «seria e responsabile», che tiene conto della complessa situazione internazionale e distribuisce lo sforzo necessario senza gravare su famiglie e imprese. Il leader di Forza Italia sottolinea l'obiettivo di consolidare la crescita, rafforzare la fiducia nell'economia e proseguire il risanamento dei conti pubblici.
8
