La difesa comune europea è una necessità e va costruita con determinazione e rapidità. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo al vertice Arraiolos in corso a Lubiana, dove ha indicato nell'interoperabilità degli strumenti militari la condizione indispensabile per rafforzare la Nato sul versante europeo e ripristinare un equilibrio rispetto alla postura della Russia.

Secondo il capo dello Stato, quell'equilibrio «nella storia è sempre stato la garanzia della pace», perché ha vanificato le tentazioni di aggressività. Non servono, ha aggiunto, «molte parole» per spiegare la necessità della difesa comune: occorre procedere con velocità verso l'integrazione degli apparati militari nazionali, così da rendere credibile il pilastro europeo dell'Alleanza atlantica.

Il ragionamento di Mattarella si è poi spostato sul bilancio dell'Unione. Il negoziato sul Quadro Finanziario Pluriennale è, ha detto, un passaggio decisivo, perché le scelte che verranno compiute definiranno non solo la distribuzione delle risorse europee, ma anche il livello di ambizione con cui l'Europa intende affrontare le trasformazioni in atto. Il capo dello Stato si augura che il quadro sia «adeguatamente ambizioso»: a responsabilità crescenti devono corrispondere strumenti e risorse adeguati, per sostenere le priorità comuni, rafforzare la coesione e tradurre gli obiettivi politici in capacità concreta di azione.

Mattarella ha quindi insistito sulla necessità di riforme interne e di modalità decisionali più snelle. L'interesse della generazione presente e di quelle future, ha osservato, richiede che si prosegua con determinazione su questo fronte. Nel suo intervento ha ricordato di partecipare al vertice Arraiolos per la dodicesima volta e di aver visto crescere, in questi anni, la consapevolezza che l'Unione ha bisogno di decisioni più rapide.

Due fattori, secondo il presidente, rendono urgente questo cambiamento. Il primo è la velocità con cui nascono e si susseguono problemi nuovi di importanza decisiva, che richiedono risposte tempestive: quelle in ritardo, ha sottolineato, sono di scarsa o nulla efficacia. Il secondo è il rischio che, senza rapidità decisionale, tali problemi vengano risolti da altri soggetti nella vita internazionale, mentre l'Europa ne subirebbe passivamente gli effetti.

Da qui la richiesta di accelerare il processo di allargamento dell'Unione europea, dai Paesi dei Balcani occidentali a Ucraina e Moldova. Un'Unione con ben oltre trenta membri, ha rimarcato Mattarella, non potrebbe vivere con le attuali modalità di decisione. Il nodo istituzionale e quello dell'allargamento si intrecciano dunque con il tema delle risorse e della difesa, in una prospettiva che il capo dello Stato ha delineato come coerente e unitaria.

Il vertice Arraiolos riunisce i capi di Stato di diversi Paesi europei ed è una sede informale di confronto sulle principali questioni dell'agenda continentale. L'intervento di Mattarella si colloca in una fase in cui l'Unione discute il proprio bilancio di lungo periodo, il rafforzamento della capacità industriale e militare e l'ipotesi di nuove adesioni. Su tutti questi fronti il presidente ha indicato una direzione precisa: più integrazione, più risorse e tempi decisionali più rapidi.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.