Ericsson ha ritirato la procedura di licenziamento collettivo che interessava 131 lavoratrici e lavoratori della sede di Genova. La decisione è arrivata al termine di un confronto diretto tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e l'amministratore delegato del gruppo, Andrea Missori, come confermato da fonti di Palazzo Chigi.

La vertenza era nata dalla decisione dell'azienda di avviare una procedura di licenziamento collettivo nell'ambito di un processo di riorganizzazione aziendale. Una scelta che aveva suscitato preoccupazione per le ricadute occupazionali e per le prospettive del presidio tecnologico e di ricerca presente a Genova, città storicamente legata alle attività del gruppo svedese nel settore delle telecomunicazioni.

Secondo quanto ricostruito dalle stesse fonti di Palazzo Chigi, di fronte alla strumentalizzazione politica che si stava sviluppando attorno alla vicenda, con il rischio di alimentare tensioni sulla pelle dei lavoratori, la presidente del Consiglio è intervenuta personalmente, telefonando all'amministratore delegato di Ericsson. Dall'interlocuzione è scaturita la decisione dell'azienda di ritirare la procedura, dando vita a una soluzione definita responsabile che consente di aprire una nuova fase di dialogo sulle prospettive industriali e occupazionali di Ericsson in Italia.

La decisione del gruppo, confermata dallo stesso amministratore delegato nel corso del confronto tra azienda e governo, rappresenta un passo importante per superare l'attuale fase di difficoltà e guardare alle prospettive del sito di Genova e del gruppo in Italia. Il governo continuerà a seguire l'evoluzione della situazione, con l'obiettivo di tutelare l'occupazione qualificata e valorizzare le competenze e il patrimonio tecnologico presenti sul territorio nazionale.

Al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il ministro Adolfo Urso ha commentato con soddisfazione l'esito della vicenda. «Siamo lieti che l'azienda abbia accolto la richiesta del Presidente del Consiglio, annunciando al tavolo convocato al Mimit il ritiro dei licenziamenti e l'attivazione di procedure consensuali, con esodi incentivati e volontari», ha dichiarato Urso durante l'incontro in corso a Roma, dopo l'annuncio dell'azienda.

La vicenda si era trasformata in un caso politico nelle settimane precedenti, con il rischio concreto di un impatto occupazionale significativo su un presidio tecnologico considerato strategico per il territorio ligure. L'intervento diretto della presidente del Consiglio ha quindi sbloccato una situazione che rischiava di deteriorarsi ulteriormente, aprendo uno spiraglio per la salvaguardia dei livelli occupazionali e per la definizione di un percorso condiviso sul futuro industriale della sede genovese.

Il ritiro della procedura di licenziamento collettivo non chiude però il confronto sulle prospettive del gruppo in Italia. La nuova fase di dialogo annunciata dovrà affrontare i nodi strutturali che avevano portato Ericsson a ipotizzare i tagli, in un contesto di riorganizzazione globale del settore delle telecomunicazioni. Il governo ha assicurato che continuerà a monitorare l'evoluzione della situazione, con l'obiettivo dichiarato di tutelare l'occupazione qualificata e valorizzare le competenze presenti nel Paese.

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Autore

Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.