La sindaca di Genova Silvia Salis ha criticato la risposta del governo ai disordini che hanno interessato diverse città italiane nel fine settimana, definendo «sbagliato» il messaggio veicolato dal nuovo decreto legge approvato dall'esecutivo. Intervenuta a «Otto e mezzo» su La7, Salis ha sostenuto che i reati oggetto del provvedimento sono già previsti dalla legge e che la scelta di ricorrere a un decreto non produce risultati concreti.
«Meloni ha dato la solita risposta, cioè nuovi decreti. Un messaggio sbagliato che parla alla pancia del paese. Sono reati già previsti dalla legge», ha detto la prima cittadina di Genova. Secondo Salis, il ricorso sistematico allo strumento del decreto legge finisce per sminuire il ruolo del Parlamento: «Il Parlamento viene sminuito se si segue sempre la cronaca tramite decreti. E i risultati non si vedono».
La sindaca ha comunque riconosciuto la necessità di una risposta immediata alla violenza, purché accompagnata da interventi di più lungo periodo rivolti ai giovani. «È evidente che ci debba essere una risposta nell'immediato e repressiva della violenza, ma bisogna strutturare soluzioni per i giovani, contenendo il disagio ma dando anche elementi che possano farli sentire inclusi, come suole aperte e sport», ha aggiunto. «Le soluzioni da mettere in campo sono ovviamente più complesse, ma faccio parte di una coalizione progressista, dobbiamo parlare senza problemi delle forze dell'ordine e del loro ruolo in queste situazioni».
Sul tema della sicurezza urbana Salis ha rivendicato l'approccio adottato a Genova, ricordando l'incontro con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. «Qualche giorno fa Piantedosi è venuto a Genova e abbiamo messo a terra un piano di sicurezza per il centro storico. Non ho problema di parlare di sicurezza, ma al centrosinistra non bastano gli slogan. La sicurezza non è fatta solo dalle forze di polizia, ci sono anche le politiche sociali. A noi spetta l'onore e l'onere di produrre soluzioni alternative», ha concluso.
Interpellata sulla possibilità di un impegno politico a livello nazionale, Salis ha escluso un passaggio immediato. «Ho altri quattro anni di mandato a Genova. Se ci sarà un giro per me in politica nazionale, non sarà il prossimo», ha detto. Sulla corsa alle primarie del centrosinistra la sindaca ha invitato a procedere: «Ormai facciamole, così possiamo passare ad una fase successiva di consolidamento». Salis ha poi precisato di non voler indicare pubblicamente per chi votare, per non mettere in imbarazzo i partiti che la sostengono: «Non sarebbe corretto per i partiti che mi sostengono dire per chi voterei. Mi riconosco nel Pd, ma sosterrò chi vincerà».
Un passaggio è dedicato al confronto interno al centrosinistra e al peso delle diverse componenti. «Se Schlein dovesse perdere sarebbe sicuramente un duro colpo avendo così tanto distacco dai cinque stelle in termini di consensi», ha osservato Salis, aggiungendo di essere in contatto frequente con la segretaria dem: «Con Schlein ci sentiamo spesso. Non mi ha chiesto formalmente di fare la federatrice, ma mi sostiene a Genova come Pd». Quanto all'alleanza, la sindaca ha indicato una linea inclusiva: «Credo si vinca ovunque, anche al centro che ha un peso come l'estrema sinistra. Per me tutti dentro, anche Renzi: l'obiettivo è vincere».
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