L'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra Ilaria Salis ha pubblicato sui social un annuncio di affitto a Milano per denunciare il costo degli alloggi in città, scatenando una serie di reazioni critiche da parte degli utenti. Il post, diffuso su X, mostra una camera singola di nove metri quadrati in un appartamento di 150 metri quadrati al Giambellino, periferia milanese, da condividere con dieci coinquilini: 895 euro al mese e 1.795 euro di cauzione.

«Iniziamo una bella rassegna degli affitti a Milano, per raccontare attraverso gli annunci immobiliari la follia classista di questa città», ha scritto Salis, spiegando di voler avviare una serie di pubblicazioni sul tema. Secondo l'europarlamentare, moltiplicando la cifra per il numero di stanze si ottiene un guadagno consistente per il proprietario e per la piattaforma che gestisce gli affitti. Da qui la sua conclusione: «Di fronte a questa follia, regolamentare il mercato immobiliare degli affitti è davvero il minimo sindacale. La destra potrà piagnucolare quanto vuole. Ma la sinistra deve stare dalla parte degli inquilini, e contro chi usa la casa per vivere di rendita».

La pubblicazione ha però innescato una serie di repliche che hanno spostato il dibattito dal merito della questione abitativa alle condizioni personali della parlamentare. Un utente ha osservato che il prezzo elevato dipende dal rapporto tra domanda alta e offerta bassa, chiedendo perché negli anni la sinistra non abbia investito nella costruzione di studentati e ipotizzando che i fondi del superbonus, costato circa 174 miliardi allo Stato, potessero essere destinati alla realizzazione di alloggi.

Altri interventi hanno invece puntato direttamente sul compenso e sullo status giuridico di Salis. «Lei prende 15k al mese e non solo, evita anche il processo essendo che giustamente la legge lo prevede per un parlamentare. Quindi la legge è legge, c'è libero mercato e siamo in democrazia, o vale solo per lei?», si legge in uno dei commenti. Un altro utente ha replicato chiedendo dove fosse il problema e sostenendo che si tratterebbe soltanto di invidia verso chi ha acquistato le case con un investimento importante.

Il caso si inserisce nel dibattito politico sul caro-affitti e sulle politiche abitative, tema su cui il governo è intervenuto annunciando l'avvio dei primi lavori all'inizio del 2027 e la riconsegna, nella primavera dello stesso anno, di 60 mila case pubbliche attualmente vuote, che verranno risistemate e assegnate a chi è in lista d'attesa per un alloggio pubblico. La posizione espressa da Salis si concentra invece sulla necessità di regolamentare il mercato degli affitti, con un intervento pubblico che riequilibri il rapporto tra proprietari e inquilini.

La vicenda mostra come il tema della casa resti uno dei terreni più sensibili del confronto politico italiano, capace di intrecciare questioni economiche, sociali e di rappresentanza. Da un lato la denuncia delle condizioni abitative nelle grandi città, dall'altro le critiche rivolte a chi, ricoprendo un incarico parlamentare, propone interventi di regolazione del mercato. Il post di Salis e le reazioni che ha generato confermano la distanza tra i diversi modi di leggere il problema: per alcuni è una questione di giustizia sociale e di accesso alla casa, per altri è una conseguenza inevitabile delle regole del libero mercato.

Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.