La segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha scritto una lettera aperta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per proporre una collaborazione tra maggioranza e opposizione sui temi del clima e dell'energia. La lettera, pubblicata su Repubblica, invita il governo a unire le forze per cogliere un'opportunità che, secondo la leader dem, potrebbe valere circa 14 miliardi di euro per l'Italia.

Al centro della proposta c'è la possibilità, prevista dalla Commissione europea, per gli Stati membri di utilizzare fino allo 0,6% del Pil in tre anni in deroga ai vincoli di bilancio, proprio per accelerare la transizione energetica. Per l'Italia, scrive Schlein, si tratta di risorse da impiegare entro il 2028, un'occasione per mettere in campo «risposte strutturali che abbassino il costo dell'energia». Il Pd si dichiara disponibile al dialogo su come utilizzare al meglio questi fondi e offre al governo una proposta articolata in cinque interventi, in buona parte basata su misure già esistenti e pienamente attuabili, che potrebbe contribuire in modo significativo alla resilienza energetica del Paese.

La presidente del Consiglio, oggi a Oslo, ha risposto ai cronisti spiegando di non aver ancora avuto il tempo di approfondire la lettera. «Chiaramente intendo approfondirla senza pregiudizi», ha detto Meloni, aggiungendo di non avere «assolutamente pregiudizi quando si fanno delle proposte sensate». La premier ha poi rivendicato la propria disponibilità: «Se ci sono e ci saranno delle proposte utili le prenderò assolutamente in considerazione». Da una prima lettura veloce, ha osservato, emerge un implicito riconoscimento del lavoro del governo.

Meloni ha ricordato le contestazioni del passato, quando il Partito Democratico definiva il piano casa «fuffa», un piano inutile e vuoto. «Oggi si chiede di metterci più risorse», ha sottolineato la premier, dicendosi soddisfatta per quello che considera un riconoscimento implicito dell'operato dell'esecutivo. «Sicuramente approfondirò e se ci sono cose interessanti e buone non ho problemi a portarle avanti», ha concluso.

Non è arrivato però il sostegno del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, alleato di Schlein nel centrosinistra. Intervenendo a «Dritto e Rovescio» su Rete 4, Conte ha preso le distanze dalla posizione della segretaria dem: «Io parlo per me, ho proposto a questo governo varie forme di collaborazione, per il salario minimo ad esempio. Meloni ci ha preso in giro e ci ha sbattuto la porta in faccia, aumentando lo stipendio a Brunetta e le indennità a ministri e sottosegretari, e gli italiani sono in braghe di tela, con la manodopera sottopagata».

Conte ha poi aggiunto che in quattro anni il M5s ha avanzato molte proposte, ma che oggi «non ci sono le condizioni per lavorare insieme con Meloni». Una posizione che segna una distanza netta all'interno del centrosinistra rispetto all'apertura dialogante scelta dalla segretaria del Pd. La lettera di Schlein, con la sua offerta di collaborazione su clima ed energia, si inserisce così in un quadro politico in cui la disponibilità al confronto non è condivisa da tutte le forze di opposizione.

La proposta democratica punta a utilizzare i margini di flessibilità concessi dall'Unione europea per finanziare interventi concreti sulla transizione energetica, con l'obiettivo dichiarato di ridurre il costo dell'energia per famiglie e imprese. Il governo, dal canto suo, si riserva di valutare i contenuti senza preclusioni, ma la partita resta aperta e il dialogo tra Palazzo Chigi e il Nazareno appare ancora tutto da costruire.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.