Nell'ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli, Fratelli d'Italia, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Lega registrano una crescita nelle intenzioni di voto, mentre Futuro Nazionale di Roberto Vannacci scende al 7,9% e Forza Italia al 6,3%, entrambe in calo di un punto. Lo spostamento più consistente si registra nell'area di destra, dove il recupero della Lega avviene a scapito del movimento guidato dall'ex generale.
Il dato più rilevante riguarda l'astensione. Il cosiddetto partito dell'astensione si attesta al 41%, una quota che colloca chi non intende votare come primo gruppo nel quadro complessivo delle intenzioni espresse dagli intervistati. Il sondaggio fotografa quindi un elettorato ancora ampiamente indeciso o disinteressato, nonostante il consolidamento dei principali partiti.
Un'altra rilevazione, realizzata da Eumetra per Piazzapulita il 27 e 28 ottobre, conferma la tendenza alla crescita di Fratelli d'Italia. Il partito guidato da Giorgia Meloni sale al 28,1%, guadagnando 0,4 punti rispetto alla rilevazione del 21 ottobre, e resta saldamente il primo partito. Forza Italia è al 7,4% (+0,1) e la Lega al 5,8% (+0,2), mentre Noi Moderati e Sud chiama Nord valgono l'1% ciascuno, in calo di un decimo.
Nel campo progressista il Partito Democratico cresce di due decimi e si attesta al 20,3%, mentre il Movimento 5 Stelle cede tre decimi e scende al 12,1%. Alleanza Verdi-Sinistra è stabile al 6,4%. Tra i partiti centristi, Italia Viva scende al 2,3% (-0,1) e +Europa all'1,5% (-0,2). Azione resta ferma al 3,2%.
Secondo la rilevazione Eumetra, il campo largo è al 43,5%, appena due decimi sopra i partiti di governo, al 43,3%. Una distanza che rientra nel margine di errore e che rende la competizione tra le due coalizioni sostanzialmente in equilibrio. Futuro Nazionale di Vannacci si attesta al 6,5%, in calo di sei decimi rispetto al 7,1% precedente: è il dato più rilevante tra le forze collocate al di fuori delle due coalizioni, seguito da Azione al 3,2% e dagli altri partiti al 3,5%.
Il sondaggio Eumetra ha indagato anche le intenzioni di voto in vista delle elezioni politiche del 2027. Il 56,2% degli intervistati dichiara di aver già deciso per chi votare, mentre il 43,8% non ha ancora scelto. Quanto all'affluenza, l'82,9% pensa di recarsi alle urne, di cui il 57,6% con certezza e il 25,3% probabilmente. Il 10% pensa di non votare, con il 5,4% che indica un probabile no e il 4,6% un no deciso, mentre il 7,1% si dichiara indeciso.
Nel complesso, le due rilevazioni indicano una fase di movimento limitato ma diffuso: la crescita dei maggiori partiti di governo e di opposizione avviene in misura contenuta, mentre le forze minori, a cominciare da Futuro Nazionale, mostrano una flessione che resta da verificare nelle prossime settimane. Il peso dell'astensione, indicato al 41% nel sondaggio di Pagnoncelli, resta il dato che più di altri segnala la distanza dell'elettorato dalla competizione politica.
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