Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani non esclude che la Russia possa tentare di interferire nelle prossime elezioni dei Paesi dell'Unione europea e invita a «alzare la guardia» contro gli attacchi ibridi. Lo ha detto parlando con i giornalisti al termine della riunione informale dei ministri degli Esteri Ue in corso a Wicklow, in Irlanda, all'indomani dell'aumento dei casi di interferenza registrati anche in Germania.

«Non escludo che possano esserci tentativi da parte della Federazione Russa di interferire nella vita democratica dei Paesi dell'Unione europea», ha avvertito Tajani. Il ministro ha però voluto rassicurare i cittadini italiani: «Sono convinto che gli italiani non si faranno influenzare dai russi al voto». Il rischio, secondo il titolare della Farnesina, resta quello di un tentativo di condizionare il processo democratico attraverso campagne di disinformazione, interferenze e altre forme di guerra ibrida condotte da Mosca.

Le dichiarazioni di Tajani arrivano in un contesto di crescente attenzione dei governi europei verso le cosiddette minacce ibride, che comprendono operazioni di disinformazione, attacchi informatici e tentativi di influenzare l'opinione pubblica. Negli ultimi mesi i servizi di intelligence di diversi Paesi membri hanno segnalato un'intensificazione di queste attività in vista delle prossime scadenze elettorali nel continente.

Il tema delle possibili interferenze straniere si intreccia con il calendario politico italiano. Sul tavolo del Parlamento c'è la nuova legge elettorale, attualmente all'esame del Senato. Secondo quanto riportato da ambienti di maggioranza, cresce la tentazione di chiamare gli elettori alle urne in aprile, con un possibile election day che potrebbe coinvolgere anche le principali città chiamate al voto per il rinnovo dei consigli comunali, tra cui Roma, Milano, Torino e Napoli.

La discussione sulla legge elettorale ha già prodotto alcune sorprese. Forza Italia non ha presentato l'emendamento per introdurre i ballottaggi che pure era stato annunciato, lasciando spazio alla proposta presentata a titolo personale dal senatore di Fratelli d'Italia Marcello Pera. Una scelta tattica, secondo quanto riferito da ambienti azzurri, per non aumentare la confusione e per non guidare una battaglia che rischia di spaccare il centrodestra, visto che la Lega è contraria al ballottaggio.

La proposta di Pera prevede che il premio di governabilità scatti al primo turno se una coalizione supera il 48% dei voti in entrambe le Camere, oppure se la prima lista arriva almeno al 42% e la seconda si ferma sotto il 38%. Se entrambe superano il 38% e nessuna raggiunge il 48%, si andrebbe al ballottaggio senza possibilità di nuovi apparentamenti. Il massimo dei parlamentari assegnabili alla coalizione vincente sarebbe di 220 deputati e 113 senatori, esclusi gli eletti all'estero.

Il tema delle interferenze estere resta comunque al centro dell'agenda europea. La riunione informale di Wicklow rappresenta un'occasione di confronto tra i ministri degli Esteri dei Ventisette sulle modalità per rafforzare la resilienza democratica dei Paesi membri e coordinare le risposte comuni a quelle che vengono considerate minacce sempre più sofisticate e difficili da contrastare.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.