Una fotografia modificata digitalmente e pubblicata sui social ha riacceso il confronto politico alla vigilia delle elezioni suppletive per la Camera nel collegio di Reggio Calabria. A diffondere l'immagine è stato Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale, attraverso un post pubblicato su Facebook e rivolto agli elettori calabresi, invitati a recarsi alle urne il 27 e 28 settembre per scegliere il successore di Francesco Cannizzaro.

Nel messaggio, Vannacci ha sottolineato l'importanza del voto per il territorio, ma a suscitare polemiche è stata soprattutto la fotografia utilizzata. L'immagine ritrae la sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano insieme al candidato di Forza Italia Fabio Roscioli e al senatore Claudio Lotito. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la fotografia di Siracusano sarebbe stata alterata rispetto all'originale: in particolare sarebbero stati modificati digitalmente alcuni dettagli dell'abbigliamento, rendendo più profonda la scollatura. L'immagine è stata inserita in un messaggio di contenuto politico, rivolto contro il candidato del centrodestra e l'area che lo sostiene, nel contesto della campagna elettorale per le suppletive.

L'episodio ha alimentato il dibattito sull'uso delle immagini sui social durante le campagne elettorali, soprattutto quando fotografie reali vengono modificate digitalmente. La vicenda si inserisce inoltre nel più ampio confronto politico attorno alla figura di Vannacci e alle sue precedenti dichiarazioni sull'abbigliamento femminile.

Matilde Siracusano ha reagito con durezza. Intervistata da LaPresse, ha definito l'accaduto «una cosa schifosa, oltre ogni limite». «Io sono già stata oggetto di attacchi sessisti in passato, ma non mi aspettavo che uno che si candida a fare il leader politico possa utilizzare come strumento di campagna elettorale un software che ti toglie la maglietta per attaccare il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto o, comunque, per prendere voti. La trovo una cosa surreale», ha dichiarato.

Alla domanda se abbia intenzione di querelare Vannacci, la sottosegretaria ha risposto: «Ci sto pensando, perché ogni cosa va fatta con uno spirito di servizio per evitare che comunque la cosa possa ripetersi. Credo che sia doveroso farlo, perché noi legislatori per primi dovremmo dare il buon esempio. Se una cosa non si può fare ed è reato, le azioni legali vanno intraprese». Siracusano ha poi aggiunto: «Che problema ha con le donne Vannacci? Si rilassi un attimo, perché tutto questo accanimento nei confronti delle donne sta diventando veramente stucchevole».

La sottosegretaria ha inoltre precisato di non avere alcun legame con il territorio di Reggio Calabria: «Non sono mai stata candidata e mai mi candiderò a Reggio. Un significato politico si fa fatica a trovarlo, perché il confronto politico io sono prontissima a farlo con Vannacci, di risorse sul mio territorio ne ho portate». Secondo Siracusano, la questione riguarda tutti: «Questo è un problema per tutti, perché se un politico usa questi strumenti che sono di una gravità inaudita anche lo sforzo del legislatore per arginare questa deriva si vanifica, perché noi siamo i primi a dover dare l'esempio di ciò che non si deve fare». E ha concluso: «Io ho le spalle larghe, affronto le cose con una certa serenità ma se normalizziamo il fatto che una donna possa essere spogliata, perché la vuoi denigrare, perché non ci sono altri obiettivi...».

La vicenda arriva a pochi giorni dal voto suppletivo per la Camera nel collegio calabrese, un appuntamento che vede contrapposti i candidati delle principali coalizioni. L'uso di immagini alterate nella comunicazione politica ripropone il tema dei limiti e delle responsabilità nell'impiego degli strumenti digitali durante le campagne elettorali, un aspetto che negli ultimi anni è stato al centro di diverse polemiche a livello nazionale.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.