Il generale Roberto Vannacci ha pubblicato sui propri canali social un'immagine modificata con l'intelligenza artificiale della sottosegretaria ai Rapporti con il Parlamento Matilde Siracusano, esponente di Forza Italia. Nella foto originale la parlamentare indossa una maglietta bianca sotto la giacca; nell'immagine rilanciata da Vannacci la maglietta scompare, lasciando intravedere una scollatura che non è mai esistita. La modifica è stata generata da un software di intelligenza artificiale.
La reazione di Siracusano è stata immediata e durissima. «Il livello di squallore e di schifo credo non abbia eguali e l'ex generale che parla tanto di valori credo non sa neanche cosa siano», ha dichiarato la sottosegretaria, che ha definito la scelta di Vannacci «perversa e squallida» e ha annunciato l'intenzione di sporgere denuncia-querela nei confronti del generale. Intervistata dall'Adnkronos, Siracusano ha aggiunto che la vicenda è «ancora più grave e deplorevole se a farlo è chi si candida a leader politico».
La solidarietà alla parlamentare forzista è arrivata in modo trasversale, da Fratelli d'Italia alla Lega, passando per le forze di opposizione, da Alleanza Verdi e Sinistra al Movimento 5 Stelle. Il ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani ha parlato di «un attacco volgare e inaccettabile, che dimostra la scarsezza di contenuti politici da parte di chi lo ha escogitato». Tajani ha aggiunto che «ritoccare una foto per cercare di ridicolizzare l'avversario politico è disonorevole per chi predica il rispetto delle regole. È il classico esempio del moralista senza morale».
Indignazione anche dal presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, marito di Siracusano: «Chi ha bisogno di ritoccare con un software il corpo di una donna ha già perso prima di cominciare». La vicenda ha quindi assunto una dimensione politica che va oltre il singolo episodio, coinvolgendo esponenti di maggioranza e opposizione e sollevando interrogativi sull'uso dell'intelligenza artificiale nella comunicazione politica.
Vannacci ha respinto le accuse con un post su Facebook in cui ha pubblicato il link a un blog calabrese dove è presente la foto originale di Matilde Siracusano, da lui precedentemente rilanciata. «A chi mi accusa, senza alcuna concretezza, di aver modificato una foto con la IA, rispondo di cercare meglio e di rivolgere le accuse, eventualmente, a chi di dovere... Quando mancano gli argomenti, gli attacchi diventano personali. Continuate pure a occuparvi di scollature...», ha scritto il generale. La sua difesa si basa sul fatto che l'immagine incriminata non sarebbe stata da lui generata, ma solo condivisa da un altro sito.
La vicenda si inserisce in un contesto politico già teso, con Vannacci sempre più protagonista nel dibattito pubblico e oggetto di attenzione anche nei sondaggi, dove la sua figura viene associata a possibili mutamenti negli equilibri del centrodestra. L'episodio riporta al centro dell'attenzione il tema dell'uso distorto delle tecnologie di manipolazione delle immagini, un fenomeno in crescita che coinvolge esponenti politici e non solo. La denuncia annunciata da Siracusano rappresenta il primo passo di un possibile iter giudiziario, mentre resta da chiarire chi abbia materialmente generato la foto modificata.
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