In occasione della Giornata mondiale dell'habitat, 3Bee, nature tech impegnata nella salvaguardia della biodiversità, ha reso disponibili due nuovi strumenti online per monitorare e proteggere le aree naturali dagli incendi. Si chiamano XN Atlas e FireSight e sono accessibili gratuitamente da browser, senza necessità di installare sensori, firmare contratti o sostenere costi. L'obiettivo dichiarato è mettere strumenti scientifici avanzati nelle mani di parchi, enti pubblici e cittadini.
XN Atlas funziona come una sorta di cartella clinica gratuita di ogni parco protetto della rete Natura 2000. Chi gestisce un'area naturale — un ente, un comune, un parco — riceve un quadro completo dello stato di salute della biodiversità e delle pressioni antropiche che la minacciano, dall'agricoltura alle infrastrutture stradali fino al cambiamento climatico. L'analisi approfondisce la diffusione delle specie aliene floreali e, per quelle volatili, si estende ai censimenti in campo. Si aggiungono le analisi microclimatiche, che affiancano alla situazione attuale gli scenari di proiezione al 2050, e la valutazione dei rischi di incendio e alluvione. La piattaforma consente inoltre di digitalizzare i censimenti condotti in campo dai propri operatori.
Il secondo strumento, FireSight, si concentra sulla previsione degli incendi. Se le previsioni del tempo dicono dove pioverà, FireSight dice dove può bruciare: si indica un punto sulla mappa e in pochi secondi lo strumento mostra come e dove il fuoco potrebbe propagarsi nelle 24 ore successive, tenendo conto di vento, vegetazione e morfologia del terreno. Un'informazione preziosa per capire in anticipo quali zone sono più esposte e dove conviene concentrare la prevenzione e i soccorsi. FireSight è pensato soprattutto per parchi, comuni e protezione civile.
La decisione di aprire questi strumenti a chiunque nasce dai dati sull'emergenza incendi. Nel 2025 l'Unione Europea ha vissuto la peggiore stagione di incendi mai registrata: oltre un milione di ettari in fumo, un'area grande quanto l'Abruzzo. Per la prima volta il fuoco ha colpito soprattutto lì dove non doveva: quasi 4 aree bruciate su 10 si trovavano dentro i parchi e le riserve protette d'Europa, l'equivalente di circa 600.000 campi da calcio di natura tutelata andati in cenere. Sono le cosiddette aree della rete Natura 2000: oltre 25.000 siti che coprono il 18% del territorio europeo e che rappresentano, di fatto, le case ufficiali delle specie selvatiche, i luoghi dove dovrebbero poter vivere e riprodursi al sicuro.
L'Italia non fa eccezione. Nel 2026 la stagione è già più dura del solito e al 22 luglio erano bruciati circa 36.600 ettari, oltre 50.000 campi da calcio, l'80% in più rispetto alla media degli ultimi vent'anni. Il fuoco è solo un lato della stessa emergenza climatica. L'estate 2026 ha portato in Europa quattro ondate di calore consecutive, le più intense mai misurate: i decessi in eccesso attribuibili al caldo sono stati almeno 35.000, di cui circa 25.000 concentrati in Germania, Francia e Spagna. Un bilancio ancora parziale, perché copre appena metà del continente. In Italia l'impatto è stato più contenuto di quanto le temperature facessero temere: a livello nazionale la mortalità è rimasta in linea con l'atteso, ma con picchi molto marcati in singole città — Torino a giugno con il 19% di decessi in più, Novara con il 49%, Palermo e Cagliari a luglio intorno al 20%.
«Un habitat sano è la prima, insostituibile forma di tutela della natura: senza una casa adeguata, nessuna specie può sopravvivere», ha dichiarato Niccolò Calandri, CEO di 3Bee & XNatura. «I dati di questi mesi ci dicono che quelle case stanno bruciando a un ritmo mai visto, e proprio dentro le aree che avevamo scelto di proteggere. Per troppo tempo monitorare un territorio e prevedere le minacce è stato un privilegio riservato a chi poteva permettersi sensori e consulenze costose. Con XN Atlas e FireSight vogliamo ribaltare questo schema: mettere strumenti scientifici avanzati e semplici da usare nelle mani di chi ogni giorno si prende cura della natura — parchi, enti pubblici e cittadini. Perché proteggere la biodiversità non può più essere un'eccezione, deve diventare la norma».
Oltre agli strumenti digitali, 3Bee ha aperto ai cittadini le porte dell'Oasi della Biodiversità di Pavia, realizzata insieme a Fondazione LGH. Lo scorso 19 settembre 100 persone, tra adulti e bambini, hanno trascorso una giornata dentro un ecosistema riportato in vita, tra la scoperta degli ecosistemi locali e il racconto della tecnologia che ogni giorno monitora la vita dell'Oasi. È lo stesso habitat in cui la piattaforma XNatura ha misurato un balzo dell'indice di biodiversità (MSA) da 39,7 a 64,6 tra le 4.063 piante di 17 specie autoctone messe a dimora, e in cui i sensori bioacustici Birdy riconoscono oltre 160 specie di uccelli.
Nel giorno in cui il mondo riflette sul diritto a una casa adeguata per tutti, 3Bee ricorda che anche la natura ha bisogno di case sane in cui vivere — e che oggi, per la prima volta, controllarne lo stato e difenderle dagli incendi è alla portata di chiunque.
