Il governo ha riunito con urgenza i vertici dell'intelligence per fare il punto sull'ondata di attacchi hacker ai sistemi di refrigerazione dei supermercati. L'obiettivo, secondo quanto riportato, è duplice: valutare la situazione e individuare le strategie più adatte a prevenire nuove minacce e garantire la sicurezza.

In Italia sono stati segnalati casi di malfunzionamento di banchi frigo e congelatori. Quattro supermercati in Sicilia sono stati colpiti, mentre nel mirino sono finiti anche punti vendita in Toscana ed Emilia Romagna. Al momento gli effetti risultano contenuti, ma l'allerta è scattata per il timore di nuovi sabotaggi. Sono stati convocati anche i rappresentanti della grande distribuzione, con l'invito a rafforzare le barriere di sicurezza dei propri impianti.

Secondo le ricostruzioni dei quotidiani, in Sicilia gli attacchi sarebbero avvenuti nella notte tra domenica e lunedì. Sono stati segnalati forti aumenti di temperatura nei banchi frigo di almeno quattro punti vendita Coop tra Palermo e Catania e di tre punti vendita della catena Decò, con merce compromessa. Segnalazioni sono arrivate anche in provincia di Ragusa. Le verifiche sono ancora in corso e, per ora, non risultano conferme ufficiali sull'entità dei danni.

Il tema è all'attenzione del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che chiederà informazioni al governo. Nel corso delle audizioni sono previsti interventi del direttore dell'Agenzia informazioni per la sicurezza interna, Bruno Valensise, e del direttore generale dell'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, Andrea Quacivi, che si terrà mercoledì.

La vicenda ha una dimensione europea. Secondo le informazioni riportate, casi analoghi sono stati registrati in Francia, Svezia, Belgio, Estonia, Finlandia, Lussemburgo, Irlanda, Paesi Bassi e Portogallo, oltre che in Germania. In alcuni casi frigoriferi e congelatori sarebbero stati portati a temperature vicine ai 50 gradi, con tonnellate di alimenti resi invendibili. Il tema è prioritario anche nell'agenda dell'Unione europea, proprio per la diffusione degli episodi tra più Paesi.

L'Ufficio federale tedesco per la sicurezza informatica ha lanciato un allarme sul rischio di ulteriori attacchi ai sistemi di refrigerazione. L'agenzia raccomanda di proteggere i sistemi di controllo accessibili da Internet con tecnologie aggiornate, di impedirne l'accesso diretto alla rete, di ricorrere a reti private virtuali e all'autenticazione a più fattori. Sottolinea inoltre l'importanza di mantenere i sistemi aggiornati, installando tempestivamente le patch di sicurezza e le correzioni dei bug.

Quanto all'identità dei responsabili, al momento non risultano attribuzioni confermate. Nelle ricostruzioni giornalistiche circolano diverse ipotesi: hacker legati a Stati stranieri, con Russia, Cina e Corea del Nord indicate come possibili sospette da Rafe Pilling, esperto di cybersicurezza consultato dal quotidiano britannico Guardian; criminali informatici interessati a colpire impianti obsoleti per ricattare grandi aziende; oppure gruppi di attivisti ambientalisti radicali. Si tratta di ipotesi non verificate, che le autorità non hanno ancora confermato.

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Autore

Cronista di politica

Elena Ferraro — cronista di politica, Filo Civico.