Un nuovo indagato entra nell'inchiesta sulla morte di Donato «Denis» Bergamini, il calciatore professionista del Cosenza Calcio deceduto il 18 novembre 1989. I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, emesso dalla Procura della Repubblica di Castrovillari, nei confronti di Roberto Internò, 65 anni, cugino di Isabella Internò, ex fidanzata della vittima. L'ipotesi di reato è il concorso nell'omicidio volontario.

L'atto rappresenta un passaggio procedurale che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio o all'archiviazione, e scaturisce dalle indagini coordinate dalla Procura di Castrovillari ed eseguite dai militari del Nucleo Investigativo di Cosenza. Al centro dell'inchiesta ci sono i fatti avvenuti a Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza, il luogo in cui si verificò la morte del calciatore. Per quella vicenda Isabella Internò è già stata condannata in primo grado a 16 anni di reclusione per concorso in omicidio volontario. Il processo d'appello è attualmente in corso a Catanzaro, dove il rappresentante della pubblica accusa ha chiesto per la donna 23 anni di carcere.

Secondo la ricostruzione dell'accusa, sostenuta dal pubblico ministero Luca Primicerio, Roberto Internò avrebbe avuto un ruolo nella vicenda insieme al padre di Isabella, oggi deceduto. Gli inquirenti ritengono che Donato Bergamini sia stato prima narcotizzato e successivamente ucciso, «asfissiato meccanicamente mediante uno strumento soft», per poi essere collocato, già cadavere o in condizioni prossime alla morte, sulla strada statale 106 in direzione Taranto, all'altezza del chilometro 401 circa, nel territorio di Roseto Capo Spulico. L'obiettivo, secondo l'accusa, sarebbe stato quello di simulare un investimento stradale da parte di veicoli in transito.

Proprio in quel punto Denis Bergamini fu investito da un camion guidato da Raffaele Pisano, finito sotto processo in un procedimento separato. Secondo quanto contestato dagli inquirenti, l'impatto provocò gravi lesioni da schiacciamento addomino-perineale, con conseguente eviscerazione degli organi interni e la rottura di un grosso vaso arterioso sul lato sinistro del corpo.

Isabella Internò e Roberto Internò sono accusati di aver agito con le aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti e futili. Secondo l'impostazione accusatoria, il movente sarebbe riconducibile a ragioni di possesso e gelosia maturate da Isabella nei confronti di Bergamini e alla sua volontà di non accettare la decisione del giovane, intenzionato a interrompere la relazione sentimentale. Motivazioni che, secondo la Procura, sarebbero state conosciute e condivise anche dall'attuale indagato.

La notifica dell'avviso di conclusione delle indagini segna un nuovo capitolo in una vicenda giudiziaria che si protrae da decenni. La morte di Bergamini, avvenuta quando il calciatore aveva 27 anni, è stata a lungo archiviata come investimento accidentale prima di essere riaperta come omicidio. Il procedimento a carico di Roberto Internò si affianca a quello già in corso nei confronti di Isabella Internò e a quello separato che riguarda il conducente del camion. La Procura di Castrovillari dovrà ora valutare gli elementi raccolti prima di formulare le proprie richieste al giudice per le indagini preliminari.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.