La Procura di Roma è orientata a ritirare la richiesta di archiviazione delle indagini sulla strage di Ustica. La decisione, anticipata alla vigilia dell'udienza fissata dal gip per il 30 settembre, nasce dalla disponibilità manifestata dalle autorità francesi a trasmettere all'Italia la documentazione sul disastro del DC-9 Itavia, compresa quella conservata dal Ministero della Difesa di Parigi.

Il materiale copre un arco temporale che arriva fino ai primi anni Novanta e potrebbe contenere elementi utili a rispondere alle rogatorie trasmesse in passato dalla procura di piazzale Clodio e rimaste fino a oggi inevase. L'ambasciata francese ha inviato nei giorni scorsi una nota ufficiale alla Farnesina, poi trasmessa tramite la Presidenza del Consiglio al Ministero della Giustizia e quindi alla Procura di Roma, con cui annuncia la disponibilità a far pervenire le carte sul disastro aereo del 27 giugno 1980, quando persero la vita 81 persone.

I due procedimenti contro ignoti, aperti nel 2008 e nel 2022 e nel frattempo riunificati, rischiavano di chiudersi senza ulteriori approfondimenti. L'udienza del 30 settembre era stata convocata proprio per discutere l'opposizione delle parti civili alla richiesta di archiviazione. La nuova disponibilità francese cambia il quadro e apre la prospettiva di un supplemento di indagine documentale.

Sul piano politico, il parlamentare del Pd Andrea De Maria ha parlato di un possibile «passo storico» per il Paese e per la ricerca della verità. «Per troppi decenni il dolore dei familiari delle 81 vittime del DC-9 Itavia si è scontrato con silenzi, omissioni e depositi di documenti mai del tutto chiariti», ha dichiarato, sottolineando che il ritiro della richiesta di archiviazione aprirebbe «una prospettiva del tutto nuova per la fase giudiziaria». De Maria ha ringraziato l'Associazione dei familiari delle vittime, presieduta da Daria Bonfietti, per il lavoro svolto in questi decenni.

Il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, ha scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per chiedere che l'attenzione istituzionale sulla strage resti alta, a 46 anni dai fatti. Nella lettera Lepore richiama il lavoro della Commissione di indagine sul mancato rinvenimento di serie archivistiche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti relative al periodo 1969-1984, l'attività del Comitato consultivo sulle attività di versamento e la collaborazione degli Stati esteri che potrebbero detenere ulteriore documentazione utile.

Il sindaco ha chiesto al Governo un aggiornamento sullo stato delle attività in corso e sulle iniziative destinate a favorire il reperimento, la conservazione e la consultabilità della documentazione ancora esistente, oltre a rafforzare la cooperazione internazionale. Bologna, città che ospita il Museo per la Memoria di Ustica, continuerà a sostenere, insieme all'associazione dei parenti delle vittime, ogni iniziativa utile a fare piena luce sulla tragedia.

La strage di Ustica resta uno dei casi più complessi della storia italiana recente. Il DC-9 dell'Itavia precipitò nel mar Tirreno nella notte tra il 26 e il 27 giugno 1980 mentre copriva la rotta Bologna-Palermo. Le indagini hanno attraversato decenni di inchieste giudiziarie, commissioni parlamentari e ricostruzioni tecniche, senza che sia mai stata accertata una responsabilità penale. La documentazione francese, se effettivamente trasmessa, potrebbe colmare lacune rimaste aperte per oltre quarant'anni.

L'orientamento della Procura di Roma dovrà ora confrontarsi con l'udienza del 30 settembre davanti al gip. Sarà in quella sede che le parti civili e i familiari delle vittime potranno valutare l'effettiva portata della svolta annunciata e chiedere che gli atti francesi vengano acquisiti e verificati. Il nodo resta la completezza dei documenti e i tempi della loro consegna, dopo che le precedenti richieste di assistenza erano rimaste senza risposta.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.