Chiara Guida ha 16 anni, è nata a Palermo e da settembre 2025 frequenta l'accademia Pnsd Rosella Hightower di Cannes, una delle scuole di danza classica più prestigiose d'Europa. La sua storia è quella di una ragazza che ha lasciato casa e famiglia a 15 anni per inseguire un obiettivo chiaro: diventare Etoile dell'Opéra di Parigi. Un percorso costruito con sacrificio, sostenuto da mamma Idria, papà Aldo e il fratellino Francesco, che vivono a 850 chilometri di distanza ma restano il suo punto di riferimento.

Chiara ha indossato le scarpette di classica per la prima volta a tre anni e mezzo nella scuola Asd Taniez di Palermo, diretta da Daniela Catalano. «Era la più piccola di tutte — racconta la sua prima insegnante — e di solito facciamo iscrivere le bambine più grandicelle, ma era davvero talentuosa, vedevo la luce quando entrava in sala». Alla formazione classica ha aggiunto negli anni la danza moderna e contemporanea con la maestra Daniela Passafiume, un percorso che lei stessa definisce utile per «acquisire tecnica e formazione completa».

A 12 anni ha superato l'audizione per il corso introduttivo dell'Opera di Roma ed è stata selezionata per entrare in accademia. L'anno successivo, durante uno stage a Palermo, è stata Eleonora Abbagnato, ex Etoile de Paris, a volerla al Balletto di Roma. Nel 2024 è arrivato il concorso «Premio Vienna», con diverse borse di studio assegnate da insegnanti riconosciuti di danza classica e contemporanea, poi le audizioni per l'accademia Aba di Alen Bottaini a Torino e, a 14 anni, quella del Teatro San Carlo di Napoli.

Davanti al primo vero bivio della sua vita, Chiara ha accarezzato l'idea di trasferirsi a Napoli. Poi, grazie alla fiducia delle sue maestre, ha partecipato all'audizione per l'accademia di Cannes: una settimana di lezioni intensive, la doppia selezione superata e, da settembre 2025, l'ingresso nella scuola francese. «Anche se è stato un anno duro e pieno di sfide personali — dice — ho superato l'anno accademico con ottimi voti e gli insegnanti interni e la direttrice hanno riconosciuto in me una buonissima tecnica e basi solidissime».

La sua prima insegnante, Daniela Catalano, sottolinea il valore della scelta: «Aveva superato le audizioni all'Opera di Roma, quando ha passato anche le prove per il San Carlo di Napoli e l'accademia di Cannes, le ho consigliato l'estero perché il sistema funziona meglio e la sua crescita è seguita meglio». I primi tempi, ammette, «sono stati piuttosto difficili per lei, l'ho seguita da remoto e ho attraversato con lei le iniziali difficoltà, ma sapevo che sarebbe rimasta lì perché ama la danza». La scuola palermitana non è nuova a percorsi simili: «Quando riconosciamo i talenti, li incoraggiamo ad andare altrove, mentre tante scuole tendono a tenerseli».

La giornata di Chiara a Cannes è divisa tra lo studio della danza al mattino e la scuola al pomeriggio, come tutti i ragazzi della sua età, ma in francese. «Si è adattata subito — racconta Catalano — l'amore per quello che fa l'aiuta ed è stato importante avere costruito una rete di amicizie, avere fatto gruppo con gli italiani lì presenti e non solo». Il percorso all'accademia proseguirà per altri tre anni, con la possibilità di collaborare a diversi spettacoli. Quanto al salto a Parigi, la sua insegnante invita alla prudenza: «Ogni accademia ha i propri canoni e c'è un bel percorso di studi da fare». Intanto Chiara è serena, e questo, dice, «è la cosa più importante».

La strada verso l'Opéra non è priva di precedenti: altri palermitani vi sono arrivati, come Andrea Sarri, diventato primo ballerino a 26 anni, e la stessa Eleonora Abbagnato, Etoile dell'Opéra di Parigi. Chiara, dal canto suo, racconta così il suo rapporto con la danza: «Danzo perché è l'unico modo che trovo per riuscire a manifestare tutto ciò che non sono capace di esprimere a parole e quando lo faccio mi sento libera, sono me stessa al cento per cento». La sala di danza, dice, è uno spazio «sacro» in cui lasciare fuori i pensieri e crescere come persona e come artista. E aggiunge: «Senza la mia famiglia e senza le mie insegnanti che mi supportano e credono in me non sarei felice allo stesso modo».

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.