I 500 militari arrivati a Milano dopo gli scontri dello scorso fine settimana avranno «più libertà di movimento rispetto al solito» e sul territorio è stata concordata «più mobilità». Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi al termine del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica riunito in Prefettura a Milano, a cui hanno partecipato anche il vicepremier Matteo Salvini, il sindaco Giuseppe Sala e i vertici delle forze di polizia.
«Milano è una città aperta e bella, che accoglie: non ci sarà più nessun tipo di tolleranza per chi devasta e per chi saccheggia», ha affermato Salvini a margine del vertice. Il vicepremier ha respinto l'ipotesi di regie esterne dietro le violenze: «Non penso a regie esterne, regie occulte o guerre ibride, questi cercavano le Nike, l'iPhone, ambivano ai Rolex». Secondo Salvini, dei 343 fermati e 50 arrestati «non c'entrano nulla rivendicazioni politiche, il caro gasolio, il caro vita, gli studentati universitari e quello che volete voi, questi sono arrivati a Milano per rubare e devastare senza nessun tipo di ideale alle spalle». Il leader della Lega ha poi sottolineato che i genitori dei minori coinvolti «ne pagano le conseguenze, anche economicamente, grazie al decreto approvato ieri».
Piantedosi ha spiegato che «non c'è ancora nessuna evidenza di legami con la Francia e con la Russia». Il fenomeno, ha aggiunto il ministro, è «assolutamente nuovo, inedito insidiosissimo, molto fluido» e non ha «un riferimento percepibile a quelle che sono organizzazioni tradizionali» contro cui operano le forze di polizia. Sulle chat che diffonderebbero il panico è al lavoro la polizia postale. Piantedosi ha anche difeso l'operato delle forze dell'ordine: «L'assalto ai negozi è avvenuto nel giro di qualche minuto e in qualche modo la reazione c'è stata. Il numero degli arresti è eloquente». E ha aggiunto: «Sono soddisfatto e non ho nessun rilievo da muovere alle forze dell'ordine».
Quanto allo stop del Colle all'estensione dei poteri ai 500 militari inviati a Milano, Salvini ha dichiarato: «Rispettiamo le decisioni di tutti». «I 500 parà che da Siena arriveranno a Milano sanno perfettamente cosa fare e come farlo, poi ci sono anche strumenti come i droni per avere un occhio in più e un'attenzione in più», ha aggiunto. Piantedosi ha precisato che con il sindaco di Milano sono stati «pienamente condivisi gli obiettivi che dobbiamo mettere in campo e che dobbiamo perseguire a tutela della città».
Il sindaco Giuseppe Sala ha espresso «preoccupazione per sabato a Milano perché si teme che ci sia certamente qualcuno che assomiglia a chi è stato in piazza nel week end, qualcuno che si oppone e anarchici». «Bisogna evitare la psicosi di chiudere i negozi — ha aggiunto — è troppo per una città come Milano, una città che ha una storia di partecipazione della vita nelle piazze». Sala è poi tornato sulle sue dichiarazioni circa la presenza delle forze dell'ordine: «Non mi sono pentito di avere detto che non c'erano poche forze dell'ordine in campo, ma non è un'accusa è una constatazione. Nel mio ruolo e nel mio stile non indulgo nella provocazione, era solamente un'osservazione».
Alla riunione hanno preso parte, tra gli altri, il prefetto Claudio Sgaraglia, il sottosegretario Nicola Molteni, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il procuratore Marcello Viola, il procuratore dei Minorenni Luca Villa e il questore Bruno Megale. Il vertice arriva dopo un fine settimana di violenze e saccheggi che ha portato a 343 fermati e 50 arrestati, numeri che il ministro dell'Interno ha definito «eloquenti» a sostegno dell'azione delle forze di polizia.
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