Sessant'anni dopo l'alluvione che nel 1966 stravolse Firenze, la città ricorda la tragedia con un calendario di commemorazioni che culminerà il 4 novembre con la presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quel giorno l'Arno, dopo ore di piogge incessanti, ruppe gli argini e invase strade e piazze, trasformandole in fiumi di acqua e fango.
La piena travolse case, chiese, musei e biblioteche e lasciò dietro di sé vittime e ferite profonde nel patrimonio artistico cittadino. La furia dell'acqua causò 36 vittime e numerosi dispersi. Con la prima ondata di piena furono danneggiate oltre 1.500 opere tra tele, affreschi e sculture, e finì sott'acqua anche il Crocifisso di Cimabue. Furono coinvolti anche circa un milione di volumi, su tre posseduti dalla Biblioteca nazionale. Migliaia di cittadini videro sommerse le proprie case e botteghe, e molti di loro non riaprirono più.
Dalla tragedia nacque anche una mobilitazione internazionale. Migliaia di volontari, in gran parte giovani, arrivarono da ogni parte d'Italia e del mondo per aiutare a salvare libri, opere d'arte e ciò che restava della vita quotidiana, e per questo furono chiamati gli «angeli del fango».
Il programma centrale delle celebrazioni si aprirà alle 9 nella basilica di Santa Croce con una celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti. Alle 10.15 partirà un corteo diretto a Ponte alle Grazie, dove alle 10.30 sarà deposta una corona nell'Arno in memoria delle vittime. Nel pomeriggio, alle 16.30, il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio ospiterà la commemorazione istituzionale alla presenza del Capo dello Stato.
Anche il giornalismo toscano ricorda l'alluvione. Un incontro intitolato «La storia in prima pagina», in programma al Teatro della Pergola, riunisce i rappresentanti delle principali testate regionali per presentare speciali editoriali dedicati al sessantesimo anniversario, con testimonianze, immagini e documenti d'archivio. Il 4 novembre, dalle 12, il Mercato Centrale ospiterà inoltre un raduno degli Angeli del fango, degli angeli in divisa delle forze armate, dei giornalisti inviati, dei radioamatori e di quanti operarono per la città durante l'emergenza. L'iniziativa è promossa dalla Fondazione Earth Water Agenda e dall'Associazione Stampa Toscana.
Anche la musica partecipa alle celebrazioni. Con il progetto «Rising from the Arno», l'Accademia del Maggio Musicale Fiorentino, in collaborazione con la fondazione statunitense Splendor of Florence, propone tre concerti gratuiti dedicati alla memoria della catastrofe e alla capacità della città di rialzarsi. Il Teatro del Maggio, gravemente danneggiato dall'acqua e dal fango, fu la prima istituzione culturale cittadina a riaprire, il 27 novembre 1966, con «L'incoronazione di Poppea» di Claudio Monteverdi. Il programma, avviato nei mesi scorsi, proseguirà per tutto novembre con mostre, spettacoli, incontri e iniziative nelle scuole.
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