La Corte d'Assise di Roma ha condannato all'ergastolo Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio della compagna Anastasia Trofimova e della figlia Andromeda, di 11 mesi, uccise nel parco di Villa Pamphili. La pena prevede anche tre anni di isolamento diurno. Il verdetto corrisponde alle richieste formulate dalla pubblica accusa, che aveva chiesto il carcere a vita per l'imputato.

Nel capo d'imputazione figura, oltre al duplice omicidio, anche l'occultamento dei cadaveri. I giudici hanno riconosciuto le aggravanti contestate: motivi futili e abietti, la minorata difesa delle vittime, il rapporto affettivo che legava l'imputato alla compagna e il rapporto di parentela con la bambina. I corpi senza vita erano stati ritrovati il 7 giugno 2025 nel parco romano, in un'area che molti cittadini frequentano ogni giorno.

Il pubblico ministero Antonio Verdi ha descritto l'imputato come lucido e oppositivo durante tutto il processo. Secondo l'accusa, il movente sarebbe stato l'intenzione di impedire il ritorno dell'uomo nel suo Paese d'origine senza il consenso della compagna, eliminando la bambina. Una ricostruzione che l'impianto accusatorio ha sostenuto dall'inizio alla sentenza, senza che la difesa potesse contare su elementi alternativi a sostegno della propria tesi.

Le indagini sono partite grazie all'allarme dato da un ragazzo di 16 anni che, uscito da un locale notturno, ha segnalato alle autorità quanto aveva notato. Da quella segnalazione è nata l'inchiesta che ha condotto al ritrovamento dei corpi e all'arresto dell'uomo. Il ruolo del giovane è stato sottolineato proprio perché ha dato avvio alle verifiche che hanno portato alla svolta.

La difesa, rappresentata dall'avvocato Paolo Foti, ha annunciato che leggerà le motivazioni della sentenza prima di decidere se presentare appello. Il legale ha sottolineato che, indipendentemente dall'esito del giudizio, restano alcuni punti del caso che considera ancora non chiariti. La legge fissa in 90 giorni il termine per il deposito delle motivazioni, e solo dopo quella scadenza la difesa potrà valutare con piena cognizione il ricorso.

Le parti civili sono assistite dall'avvocato Mario Angelelli. I familiari delle vittime hanno accolto la sentenza come un piccolo conforto, senza che questo attenui il dolore per la perdita di una madre e di una bambina di appena 11 mesi. Va ricordato che si tratta di una sentenza di primo grado, dunque non definitiva, e che il percorso giudiziario potrebbe proseguire nei gradi successivi.

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Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.