La morte di Daniele Compatangelo, il giornalista e corrispondente di La7 dagli Stati Uniti trovato senza vita nella sua casa di Washington lo scorso 20 luglio, diventa un caso politico. I deputati del Partito democratico Debora Serracchiani, Peppe Provenzano, Laura Boldrini ed Enzo Amendola hanno annunciato la presentazione di un'interrogazione a risposta scritta al ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, definendo «inaccettabile» la condotta delle autorità americane nella gestione della vicenda.

Il corpo del 50enne nato a Savona è rimasto per oltre un mese nella cella frigorifera dell'Istituto di medicina legale di Washington, senza che la famiglia ricevesse informazioni ufficiali sulle cause del decesso. La salma è rientrata in Italia solo oggi, mentre i funerali si terranno a Roma il 3 settembre presso la Chiesa degli Artisti, alle ore 11. Successivamente la salma verrà trasferita in Piemonte per la sepoltura nel cimitero di Sauze di Cesana.

A rilanciare dubbi e sospetti è Renata Freccero, madre del giornalista, che in un'intervista al Secolo XIX ha raccontato le circostanze in cui è stato trovato il corpo del figlio. «Il letto di camera sua era rotto, il materasso appoggiato al muro, sul suo corpo non c'erano segni di percosse. A parte questo non so nulla sulla morte di mio figlio», ha dichiarato. «Un detective ha riferito lo stato in cui ha trovato la camera da letto, e ha parlato di un probabile infarto ma a oggi, dopo oltre un mese dalla tragedia, non abbiamo alcuna notizia».

Freccero ha inoltre ipotizzato che le autorità statunitensi possano avere dei dubbi sulla causa del decesso. «Forse le autorità Usa hanno dei dubbi, pensano sia stato avvelenato, considerata la sua posizione di vicinanza con Trump e con Marco Rubio, segretario di Stato americano», ha affermato la madre. «Intorno a Daniele c'era molta invidia, tanti erano gelosi del suo contatto diretto con il presidente: aveva il suo numero di cellulare, è una cosa rara per i giornalisti anche americani».

Nella nota diffusa dai deputati dem, i parlamentari sottolineano che «secondo quanto riferito dalla madre, un investigatore le avrebbe comunicato di aver trovato il letto della camera rotto e il materasso appoggiato al muro, pur precisando che sul corpo non sarebbero stati rilevati segni di percosse. Sono circostanze che richiedono risposte ufficiali e verificabili, non notizie frammentarie filtrate attraverso la stampa».

I deputati ricordano inoltre che «la salma è rimasta oltre un mese a disposizione delle autorità statunitensi, con conseguente protrarsi delle procedure di rimpatrio, autorizzato solo il 26 agosto e previsto per il 2 settembre». Con l'interrogazione, gli esponenti dem chiedono al ministro Tajani «di chiarire quali iniziative siano state assunte dall'Ambasciata d'Italia a Washington e dalla struttura consolare per assistere la famiglia e acquisire informazioni ufficiali sulle cause e le circostanze del decesso».

I parlamentari chiedono inoltre «di sapere se risulti confermata la cittadinanza italiana di Compatangelo al momento del decesso, avendo egli acquisito anche quella statunitense circa quindici anni fa, e quali eventuali limiti al riconoscimento della protezione consolare ne siano derivati». «La famiglia ha il diritto di ricevere gli esiti di tutti gli accertamenti investigativi, autoptici e tossicologici e ogni documentazione utile a ottenere una ricostruzione completa di quanto accaduto. Il governo si attivi senza ulteriori ritardi», concludono i deputati.

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Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.