Il ministero dell'Interno ha avviato un'azione a tappeto per identificare quanti stanno attuando presidi stradali illegali che intralciano la circolazione, in particolare in Campania. Secondo quanto si apprende, sono già centinaia i soggetti controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati e 242 sanzionati sul piano amministrativo. Nella notte il Viminale ha inoltre disposto la scorta di numerosi mezzi di trasporto, 500 soltanto in Campania, per garantire il regolare svolgimento delle attività di carico e scarico.

La situazione resta tesa nelle province di Caserta e Napoli, dove le forze dell'ordine segnalano numerosi casi di ruote degli autoarticolati tagliate per impedirne la partenza. Dagli industriali di Campania e Puglia arriva un allarme: «Siamo al collasso», denunciano, segnalando che molti autotrasportatori sono di fatto obbligati a restare fermi contro la propria volontà. Da Teano, dove il casello dell'A1 è bloccato dalla protesta, arriva la testimonianza di un operaio autista di un'azienda veneta di mobili, fermo da tre giorni nella vicina autogrill, strapiena.

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, nel corso del question time alla Camera ha spiegato che il Viminale sta procedendo all'identificazione anche al fine di rimuovere i presidi. «Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive», ha detto Urso, definendo «significativo ed emblematico» il fatto che le stesse associazioni dei trasportatori chiedano al ministero dell'Interno di far rimuovere i blocchi.

Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, a margine del Comitato per l'ordine e la sicurezza in Prefettura a Milano, ha annunciato l'apertura del governo su un tetto al prezzo del gasolio: «Siamo disponibili a ragionare anche di un tetto al prezzo del gasolio, cosa che c'è in altre realtà. Quello che non siamo disponibili a fare è tollerare la criminalità». Salvini ha poi rivendicato lo sblocco di un miliardo di euro di risorse: «Da oggi partono i pagamenti per 2.000 aziende al giorno su 32.000 in totale per quasi mezzo miliardo, quindi soldi veri e veloci». Il vicepremier ha però ribadito la linea dura contro le violenze: «Tutti quelli che oggi stanno picchiando i loro colleghi, tagliando le gomme dei Tir, bloccando le autostrade e minacciando chi sale in camion per fare le consegne, quelli riguardano l'ordine pubblico».

Il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha sollevato un ulteriore allarme: «Ci sono tonnellate di fresco e freschissimo che da sud non arrivano a nord a causa di blocchi che, dopo il comunicato di tutte le sigle sindacali degli autotrasportatori, appaiono difficilmente spiegabili». Lollobrigida ha poi aggiunto che, guardando i curriculum dei leader della protesta e il loro casellario giudiziario, emergono «criticità anche di questa natura». «Ogni cittadino deve poter esprimere delle istanze», ha precisato, «ma chi lo fa in maniera strumentale creando problemi e disagi alla collettività non risponde alle caratteristiche di chi sta facendo legittime richieste, alle quali come sempre daremo riscontro». Il ministro ha infine espresso solidarietà agli agricoltori del Sud Italia, penalizzati dalla deperibilità delle merci: se deperiscono, ha spiegato, non verranno pagate, con un danno economico che si somma all'aumento dei costi di produzione.

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Esteri e sport

Davide Orsini — esteri e sport, Filo Civico.