Oggi rientrano in Italia le salme dei quattro militari morti in Bosnia-Erzegovina dopo lo schianto di un elicottero Chinook. Il volo militare con a bordo i corpi dei caduti atterrerà all'aeroporto di Roma Ciampino. Ad attendere l'arrivo ci saranno la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto, insieme ad altre autorità di governo.

Le vittime sono Simone Ruggia e Claudio Marchesi, dell'Esercito italiano, e Adriano Zecchillo e Laura Procacci, appartenenti al Corpo Militare Volontario della Croce Rossa Italiana. I militari sono morti il 29 ottobre nella zona di Brcko, al confine con la Serbia, nell'ambito della missione europea Eufor Althea. A bordo dell'elicottero c'erano 15 persone: oltre alle quattro vittime, undici sono rimaste ferite.

Il velivolo apparteneva al primo Reggimento Aviazione dell'Esercito «Antares» di Viterbo ed era impegnato nella missione internazionale Eufor Althea. Sono in corso le indagini per ricostruire gli ultimi istanti del volo e accertare le cause dello schianto, senza che finora siano state indicate ipotesi ufficiali.

Tra i feriti c'è anche Pietro Bersaglia, militare originario di Ischia di Castro, nel Viterbese. La sorella Elisa ha affidato ai social un messaggio di ringraziamento per la vicinanza ricevuta dalla famiglia in queste ore difficili: «Voglio ringraziare la vita, che anche questa volta ha scelto di donarci la speranza e ha compiuto un nuovo, immenso miracolo per la nostra famiglia». Nel messaggio ha ricordato le quattro vittime, stringendosi alle loro famiglie, e ha rivolto un augurio di pronta guarigione agli altri feriti.

Per onorare la memoria del Tenente Commissario Zecchillo e della Sergente Procacci è stato allestito uno spazio commemorativo nella cappellina della Caserma «Luigi Pierantoni», in via Luigi Pierantoni 3, a Roma. L'area consente a chiunque lo desideri di raccogliersi in preghiera e rendere omaggio ai caduti, esprimendo vicinanza alle famiglie, ai colleghi e all'intera comunità del Corpo e della Croce Rossa Italiana. La cappella e lo spazio commemorativo sono aperti alla cittadinanza.

Il ricordo della sergente Procacci ha avuto anche una eco pubblica: la premier Meloni ha ripostato su Instagram il video dedicato alla militare dall'influencer Daniel Sorza, noto per dedicare le sue fotografie agli operatori delle forze dell'ordine e delle forze armate. Il filmato, e il relativo fermo immagine, ritraggono Procacci durante l'ultima parata militare per il 2 Giugno. Nel suo messaggio la presidente del Consiglio ha scritto: «Grazie per quello che fai e per ciò che racconti con le tue immagini».

Dall'ospedale di Tuzla, dove è ricoverato per le fratture riportate nell'impatto, il tenente colonnello medico Flavio Favari, terzo componente del team Medevac della Croce Rossa Italiana e unico sopravvissuto della squadra, ha raccontato il drammatico momento dello schianto: «È un miracolo che io sia ancora vivo. Ricordo solo che è stata questione di un secondo, di un impatto violentissimo». L'ufficiale ha espresso gratitudine ai rappresentanti della Croce Rossa della Bosnia-Erzegovina, al ministro Crosetto, che lo ha visitato in ospedale, e al presidente nazionale della Croce Rossa Italiana Rosario Valastro, che lo ha sentito telefonicamente e gli è stato vicino in queste ore.

5Visualizzazioni

Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.