Venerdì è previsto ad alta tensione in più di cinquanta città italiane, dove cortei e manifestazioni sono stati indetti dall'Usb in occasione dello sciopero generale contro il carovita e il riarmo. Le autorità temono disordini soprattutto a Roma e Milano, città sorvegliate con un dispositivo di sicurezza predisposto dal Viminale. La mobilitazione coinvolgerà in modo massiccio anche Torino, Bologna e Napoli, con lavoratori, pensionati, studenti, movimenti per la casa e realtà pro-Palestina che sfilano insieme.

Accanto alla protesta sul territorio nazionale si svolge una giornata di mobilitazione nei porti contro il traffico di armi, un'iniziativa di lotta internazionale lanciata da varie sigle sindacali che coinvolge più di cento scali in oltre venti Paesi. Nel Paese la protesta tocca scuole, università, trasporti e la rete portuale, con il rischio di precettazione per alcuni servizi.

A Roma sono attese almeno ventimila persone per il corteo principale promosso dall'Usb. La partenza è fissata alle 10:30 da piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, in direzione di via dei Fori Imperiali. Alla manifestazione partecipano anche i collettivi studenteschi e i movimenti pro-Pal, che hanno organizzato pre-concentramenti in piazzale Aldo Moro, piazzale Ostiense e piazza dell'Immacolata. L'attenzione delle forze dell'ordine è concentrata sull'area del Colosseo, del Circo Massimo e sul nodo ferroviario di Termini. Il dispositivo della Questura prevede anche i velivoli del I Reparto Volo di Polizia e Carabinieri insieme a droni di monitoraggio.

A Milano la manifestazione vede la partecipazione di lavoratori, studenti, centri sociali e attivisti pro-Pal, tra cui persone vicine a Youssef Siher, indagato per i disordini del 17 e 18 ottobre. Sono previsti due concentramenti: i collettivi studenteschi in piazza Leonardo da Vinci, a Città Studi, e il sindacato di base in piazza Duca d'Aosta, alla Stazione Centrale. I due cortei convergeranno verso piazzale Loreto e poi si dirigeranno a nord, con il rischio di tentativi di occupazione verso la Tangenziale Est.

A Torino il corteo è promosso da studenti, universitari e dal centro sociale Askatasuna, con partenza dal Campus Luigi Einaudi. La Questura ha disposto il divieto tassativo di indossare caschi e passamontagna. A Napoli diverse centinaia di persone si sono radunate fin dalle prime ore del mattino in piazza Mancini, a pochi metri dalla stazione di piazza Garibaldi, tra studenti, lavoratori e famiglie con figli. I più giovani hanno esposto cartelli con slogan come « Contro guerra, caro vita e caro studi strappiamogli il futuro » e « Meloni vai via altrimenti ci arrabbiamo ». Ai piedi della statua di Garibaldi lo spezzone della Gen Z ha srotolato lo striscione « Riprendiamoci tutto - Gen Z in rivolta ».

Sul fronte dei trasporti, la circolazione di treni e autobus risulta al momento regolare dopo l'ordinanza di precettazione firmata dal ministro Salvini, con l'unica eccezione, per motivi di ordine pubblico, della chiusura temporanea della stazione Garibaldi della Linea 1 della metropolitana. La Questura mantiene la massima allerta per evitare possibili blocchi agli snodi viari e agli accessi del porto.

A Bologna alcune migliaia di manifestanti si sono ritrovate in piazza Maggiore per protestare contro la guerra, il carovita e l'esecutivo. Prima del concentramento principale numerosi studenti hanno organizzato blocchi agli ingressi delle scuole in diverse zone della città, poi il corteo è sfilato sotto le Due Torri in direzione di Strada Maggiore. Anche a Firenze migliaia di persone sono scese in strada, con lo striscione « Contro guerra e caro vita blocchiamo tutto ». Il corteo, partito da piazza Bambine e Bambini di Beslan, attraversa viale Strozzi, piazza della Libertà, piazza San Marco e piazza dell'Indipendenza, per concludersi in piazza Vittorio Veneto. Nel resto della Toscana sono in corso manifestazioni a Livorno, Carrara, Pisa, Siena, Grosseto, Piombino e Massa.

I porti sono al centro della giornata di mobilitazione. Secondo l'Usb locale, « in Europa oltre cento porti scioperano perché poli strategici della logistica bellica: i portuali non lavorano per la guerra ». A Palermo migliaia di persone si sono radunate sotto un sole caldissimo, sfilando dietro lo striscione « Contro guerra e carovita blocchiamo tutti ». Il corteo, partito da piazza Politeama, ha paralizzato il centro attraversando via Ruggero Settimo fino a piazza Verdi, davanti al Teatro Massimo. Dal palco dell'organizzazione sono stati ringraziati i circa dodici istituti occupati nel capoluogo siciliano a sostegno della protesta. I cartelli chiedono lo stop ai Cpr, alle spese militari e agli accordi con Israele, e rivendicano fondi per sanità, istruzione e salario minimo, mentre si levano cori come « Palestina libera ».

A Trieste, sferzata dalla bora, non meno di cinquecento persone si sono radunate davanti al Varco 4 del porto, punto di partenza del corteo cittadino organizzato in continuità con la mobilitazione dell'Usb.

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Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.