Un ragazzino di 11 anni è stato identificato dai carabinieri come uno dei partecipanti ai disordini che nel fine settimana hanno sconvolto il centro di Milano. È il più giovane tra le persone rintracciate dalle forze dell'ordine dopo i video diventati virali sui social. Il minore è italiano e abita nel quartiere Barona, nella zona sud della città.

L'identificazione è avvenuta a scuola, dove il ragazzino frequenta regolarmente la seconda media. Secondo quanto ricostruito, sarebbe stato ripreso dalle telecamere e dai filmati amatoriali mentre, durante i saccheggi in centro, usciva da un negozio con diverse cinture. Gli abiti che indossava al momento del rintraccio sarebbero stati rubati. Le immagini lo mostrano all'interno dell'esercizio commerciale e poi all'esterno, mentre si allontana con la merce.

Insieme a lui, i carabinieri hanno identificato un sedicenne a Desio, in Brianza. Il ragazzo era stato ripreso sabato con un cappello dell'Arma in testa. Nei suoi confronti vengono contestati i reati di devastazione, saccheggio, furto e vilipendio delle Forze armate. Le indagini proseguono per ricostruire il ruolo di entrambi nei disordini.

Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, al termine del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza convocato dal prefetto Claudio Sgaraglia dopo gli scontri del fine settimana, ha confermato l'arresto del ragazzino. «C'è stato un caso in cui si è riusciti a individuare come partecipante alla manifestazione, quindi ad azioni pure importanti, ed è stato arrestato un ragazzo di 11 anni, preso in una scuola, riconosciuto», ha dichiarato il titolare del Viminale.

La vicenda si inserisce nel quadro delle misure adottate dopo le violenze di piazza. Un diciottenne, tra i sei arrestati per i fatti di domenica, è stato scarcerato e posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La giudice ha motivato la decisione tenendo conto dell'incensuratezza, della giovane età e del fatto che il ragazzo non era mai entrato nel circuito carcerario. Durante i disordini avrebbe lanciato un cestino portarifiuti contro gli agenti e, per tentare la fuga, li avrebbe colpiti con calci e pugni.

Per un ventunenne è stato disposto l'obbligo di firma, mentre per gli altri quattro arrestati le decisioni sono attese nelle prossime ore. Il caso dell'undicenne ha riacceso il dibattito sulla partecipazione dei minori alle manifestazioni e sulle responsabilità educative, ma sul piano giudiziario le indagini puntano a chiarire la dinamica dei fatti e il coinvolgimento di ciascuno.

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Redattore economia

Marco Bellini — redattore economia, Filo Civico.