Filorosso approda per la prima volta nel palinsesto autunnale-invernale di Rai 3. Il programma condotto da Antonino Monteleone debutta in prima serata martedì 15 settembre alle 21.20 su Rai 3 e RaiPlay, con una puntata dedicata al caso Lavitola-Ranucci. La trasmissione, che durante l'estate ha raccontato l'attualità unendo gli strumenti del talk show tradizionale e del giornalismo d'inchiesta, si è trasferita da Roma agli studi Rai di Milano.
Durante la conferenza stampa di presentazione, Monteleone ha ribadito la propria stima nei confronti di Sigfrido Ranucci, al centro delle cronache delle ultime settimane per il suo rapporto con Valter Lavitola. «Continuo ad avere rispetto e una stima enorme per Ranucci, un collega stimabile che vive un momento molto complicato», ha dichiarato il conduttore. Monteleone ha poi ricordato il proprio legame professionale con il giornalista e con Milena Gabanelli: «Sono stati loro, quando avevo 26 anni, a notarmi in una trasmissione della concorrenza e a portarmi a fare Report. Al gruppo di lavoro di Report va tutto il mio rispetto e la mia ammirazione: è un patrimonio della Rai e soprattutto del pubblico che gli è affezionato».
Il focus della puntata inaugurale e delle prossime settimane sarà in particolare su chi è Valter Lavitola e sul mondo in cui potrebbe avere sfruttato un'amicizia importante come quella con Ranucci. Alla domanda se l'ex conduttore di Report sia vittima di una clamorosa shit storm, Monteleone ha risposto: «Non credo rientri nemmeno nella top ten delle shit storm. Non ci saremmo dovuti occupare di un fatto così importante? Farlo sulla Rai è più scomodo, ma ci tenevo che non passasse come un processo a Report». Il conduttore ha poi criticato chi si è inserito nella vicenda senza conoscere come si fa giornalismo investigativo, soprattutto quello televisivo, più difficile di quello scritto, e ha rivendicato che nella stagione estiva una delle più importanti interviste a Lavitola è andata in onda proprio da Filorosso.
Nel corso della conferenza stampa Monteleone ha anche affrontato il tema dell'autonomia del giornalismo d'inchiesta, sostenendo che «non esiste un giornalismo di inchiesta di destra e uno di sinistra. Il germe che ti spinge a fare il giornalista è quello del rompiscatole. Il tema mi interessa nella misura in cui il modo in cui il giornalista vota orienta la selezione delle fonti, ma il pubblico è nella posizione di esigere il massimo della qualità ed è nostro dovere offrire il massimo della serietà».
La prima puntata dedicherà spazio anche alla scomparsa di Emma Bonino, definita da Monteleone «una figura che ha fatto discutere ma ha riavvicinato l'intero arco parlamentare per la sua capacità di seguire ideali molto forti anche sporcandosi le mani per realizzarli». In studio sono previsti gli interventi del filosofo Massimo Cacciari, del giornalista Ferruccio De Bortoli, dell'europarlamentare di Fratelli d'Italia Carlo Fidanza e dell'avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi.
Il direttore dell'Approfondimento Rai, Paolo Corsini, ha spiegato le ragioni della collocazione stabile del programma nel palinsesto autunnale e invernale. «È una scelta significativa. Per la prima volta Filorosso entra nel palinsesto autunnale-invernale. La decisione nasce dai risultati ottenuti e dal lavoro svolto durante l'estate, quando il programma è riuscito a raccontare l'attualità unendo gli strumenti del talk show tradizionale a quelli del giornalismo investigativo», ha dichiarato. Secondo Corsini, l'obiettivo è offrire al pubblico chiavi di lettura originali e autorevoli, superando i meccanismi tipici dei talk show fondati esclusivamente sul confronto acceso e sui dibattiti urlati. «Sappiamo che il martedì è una serata affollata. L'idea è quella di fornire delle chiavi di lettura diverse e qualificate superando i rituali del talk show in senso stretto», ha aggiunto.
Il debutto in prima serata rappresenta una scommessa per la rete, che punta a distinguersi nella serata più competitiva della settimana con un format che combina analisi e inchiesta. La scelta di aprire la stagione con il caso Lavitola-Ranucci indica la volontà di affrontare un tema di stretta attualità senza trasformarlo, secondo la linea dichiarata dal conduttore, in un processo mediatico nei confronti di un collega.
