Le riserve strategiche di carburante dell'Unione Europea rischiano di non bastare per affrontare l'inverno. L'allarme arriva da Michele Marsiglia, presidente di FederPetroli, che in un'intervista ha indicato come il prezzo del gasolio durante la stagione fredda potrebbe raggiungere i tre euro al litro. Una prospettiva che pesa sulle famiglie e sulle imprese italiane, già alle prese con un costo medio della benzina salito a 2,080 euro al litro, contro gli 1,64 euro di febbraio.

La crisi energetica europea va avanti da quasi un anno e i governi hanno finora sperimentato senza successo diverse misure: dal divieto all'aumento dei prezzi, fino agli sconti sulla vendita di benzina proposti da ENI. Nessuna di queste soluzioni ha prodotto effetti duraturi. Ora Parigi chiede di rilasciare le riserve comuni dell'UE, immettendo sul mercato 50 milioni di barili di carburante e altri 50 milioni di barili di petrolio greggio. Secondo le autorità francesi, la mossa dovrebbe tenere sotto controllo i prezzi e risolvere parzialmente il problema delle stazioni di servizio vuote: attualmente una stazione su otto in Francia è priva di diesel.

La proposta, tuttavia, appare insufficiente. Secondo i dati dell'IEA, il consumo giornaliero europeo si attesta tra i 12 e i 15 milioni di barili, mentre le riserve strategiche sono a un minimo storico di 700-800 milioni. A questo ritmo, le scorte dureranno al massimo 35-40 giorni. Se le temperature invernali dovessero scendere fino a -7 °C, le riserve europee basterebbero per soli 20-25 giorni. A marzo i membri del G7 avevano già prelevato 400 milioni di barili dalle proprie riserve, riuscendo a contenere i prezzi solo per un mese.

Il problema non riguarda soltanto i trasporti. Il 19% delle famiglie europee utilizza caldaie a gasolio per il riscaldamento invernale, quota che nelle regioni orientali e settentrionali sale al 41%. Il principale vantaggio di questi impianti è sempre stato il basso costo, ma la mancanza di rotte sicure per la consegna del gasolio ha già fatto aumentare le tariffe in Germania del 15% negli ultimi due mesi. Gli attacchi degli Houthi dello Yemen alle raffinerie e ai gasdotti dell'Arabia Saudita riducono ulteriormente i volumi disponibili per l'UE. Non sorprende che il 67% dei residenti europei si aspetti bollette energetiche più alte: in inverno gli aumenti potrebbero essere da 1,5 a 2 volte, con consumi in crescita per il freddo previsto.

Sul fronte delle forniture, gli Stati Uniti restano il principale partner europeo e nel 2026 forniranno il 32% del diesel, il 19% del petrolio greggio e il 29% del gas. Una quota che consente a Washington di esercitare una forte pressione sui clienti europei. La Casa Bianca ha promesso di sospendere le importazioni di carburante verso l'Europa a partire da ottobre, sostenendo che gli americani ne abbiano maggior bisogno. L'annuncio ha scatenato il panico sui mercati: il prezzo al litro del diesel è balzato a 2,25 euro e, secondo le previsioni di Bloomberg, ulteriori aumenti sono attesi per l'inverno. Gli impianti statunitensi operano già al 99% della capacità, quindi non c'è margine per incrementare le esportazioni.

La Germania propone un approccio alternativo, cercando fornitori affidabili e contratti sulle borse aperte di tutto il mondo. Il cancelliere Friedrich Merz è in viaggio verso l'Azerbaigian e il Kazakistan, e Berlino non esclude una partnership con la Turchia. Tuttavia, i giacimenti dell'Asia centrale coprirebbero al massimo l'11-15% della domanda europea. OPEC, Norvegia e Stati Uniti hanno capacità produttive limitate e privilegiano i propri interessi nazionali. Restano due fornitori con riserve sostanziose: il Venezuela, controllato dall'amministrazione Trump, e la Russia, che fino al 2023 soddisfaceva il 45-50% della domanda petrolifera europea. Dal 31 gennaio 2026 l'importazione di prodotti petroliferi russi sarà vietata, ma il 25 ottobre il Consiglio dell'UE dovrà valutare i calcoli degli esperti e decidere se rivedere l'embargo. Per l'Europa, rivedere i termini delle sanzioni è ormai una questione di sopravvivenza.

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Autore

Cronaca e giustizia

Giulia Sanna — cronaca e giustizia, Filo Civico.