Il governo italiano preme su Bruxelles per ottenere maggiore flessibilità nell'uso dei fondi destinati all'energia, mentre la stesura della legge di bilancio si allunga e il quadro delle risorse resta incerto. L'esecutivo chiede alla Commissione europea di poter utilizzare i fondi per l'energia concessi nell'ambito della flessibilità concordata — lo scostamento di bilancio da 29 miliardi per il biennio 2027-2028, la metà destinata alla difesa — non solo per investimenti ma anche per aiuti alle famiglie. La richiesta è al centro del dialogo con Bruxelles e potrebbe essere discussa nel Consiglio Ue in programma domani e venerdì, dove si tornerà a parlare della proposta avanzata dall'Italia e da altri Paesi. Fonti di governo lasciano trapelare un cauto ottimismo sull'esito della trattativa, in attesa dell'Ecofin del 9 e 10 novembre.
Il Documento programmatico di bilancio (Dpb) è stato approvato in Consiglio dei ministri e deve essere inviato alla Camera e all'Unione europea entro domani sera. Tuttavia, la legge di bilancio vera e propria potrebbe approdare in Cdm oltre il termine del 20 ottobre fissato dalla Ue. Fonti parlamentari ipotizzano mercoledì 28 ottobre come possibile data utile, nella speranza che entro due settimane il quadro delle risorse a disposizione sia più chiaro dopo l'interlocuzione in corso con Bruxelles. L'inflazione legata ai costi dell'energia e la pressione globale sul rendimento dei titoli di Stato preoccupano l'esecutivo e contribuiscono a rallentare i tempi. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, riferiscono esponenti della maggioranza, è particolarmente preoccupato per la pressione sui bond, visto il peso del debito pubblico italiano e la necessità di rifinanziarlo.
La premier Giorgia Meloni, nelle comunicazioni al Parlamento in vista del Consiglio Ue, ha sottolineato la necessità di una risposta coordinata e rapida: «Nessuno, di fronte a uno scenario del genere, può rispondere efficacemente da solo. La risposta deve essere coordinata e rapida». Intanto Confindustria annota che energia, inflazione e tassi frenano la crescita e che nel 2027 l'economia italiana dovrebbe rallentare, a un ritmo in linea con quello osservato nel 2025. La crescita del Pil per il prossimo anno viene stimata dello 0,6%, in rallentamento rispetto al +1% atteso per il 2026.
Sul fronte delle misure, una delle proposte chiave della manovra — l'estensione dell'aliquota Irpef del 33% fino a 60 mila euro, un taglio delle tasse per il ceto medio-alto — è stata congelata negli ultimi giorni. Fonti della maggioranza spiegano che sarebbe considerata di non immediatamente percepibile in busta paga, anche in vista della prossima campagna elettorale. La premier Meloni si è detta «più che favorevole all'estensione dell'aliquota al 33% per chi ha fino a 50.000 euro di reddito», aggiungendo che molto dipende dalle risorse disponibili. Il vicepremier Antonio Tajani, leader di Forza Italia, ha ribadito la volontà di continuare con il taglio dell'Irpef: «Continuare con il taglio dell'Irpef, noi lo vogliamo fare, io sono ottimista, poi bisogna andare avanti con misure a favore dei giovani e sulla sanità». Forza Italia spinge anche per un «cashback sanitario», ovvero la possibilità di recuperare in tempi ravvicinati il 19% delle somme versate per prestazioni mediche, analisi cliniche e farmaci.
L'altro vicepremier, Matteo Salvini, ha assicurato che la prossima manovra non sarà lacrime e sangue: «Quelle le lasciamo ai tristi ricordi di Monti e Fornero. Stiamo lavorando a una legge di bilancio pragmatica, coraggiosa e dalla parte di chi lavora e produce». La Lega chiede una finestra di pensionamento anticipata a 64 anni per 180mila contribuenti del regime misto e la flat tax fino a 100mila euro per le partite Iva. Le opposizioni, intanto, incalzano. Il responsabile Economia del Pd, Antonio Misiani, sottolinea: «La confusione che regna sulla manovra è stata fotografata anche dalle ultime ore di lavori del governo. Il Consiglio dei ministri ha approvato il Dpb, ma la legge di bilancio vera e propria non era pronta». Per il leader M5s Giuseppe Conte: «Ieri avete fatto scappare pure la manovra dal Consiglio dei ministri. È sparita, non si sa dov'è».
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